Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

Pagina dei contenuti


Home » Esplora »  Mostre

Sommario     Pagina precedente     Pagina successiva     Indice mostre

Marinetti e il Futurismo

titolo

pag072-foto02

Ivo Pannaggi, F. T. Marinetti, 1927

pag009

Marinetti e Benedetta nella casa di Piazza Adriana a Roma. Sullo sfondo il ritratto di Marinetti dipinto da Depero

pag0104_01

Marinetti e Benedetta ad una mostra. Fotografia del 1930

          

Negli anni del Fascismo, Marinetti vive a Roma rispettato ma anche un po' emarginato. Abita con la moglie Benedetta e con le figlie in un grande appartamento di piazza Adriana 11, di fronte a Castel Sant'Angelo. E' accademico d'Italia, ha diritto al titolo di eccellenza, gli spettano un onorevole stipendio e alcune precedenze; ma tutto questo dà la stura a qualche ironia. Il Futurismo non aveva in programma la distruzione delle accademie? E perché, allora, il poeta che l'ha fondato ha accettato la feluca?

Fin da principio Marinetti aveva previsto questa obiezione. E difatti, a Mussolini che gli aveva proposto di entrare nel costituendo consesso aveva risposto: "Ma tu, nel discorso inaugurale, devi dire che io entro nell'Accademia come futurista". Mussolini aveva mantenuto i patti. Insomma, Marinetti è tutt'altro che imbarazzato. Si era convinto che la sua nomina segnasse il riconoscimento del Futurismo da parte della cultura ufficiale; e di ciò resta persuaso. Questo egli scrive al poeta futurista triestino Sanzin: e gli confida che, del resto, "uomini come Fermi e Pirandello" - anch'essi chiamati nel consesso -"distruggono il vecchio concetto di accademia".

Salvo alcuni - e tra questi Bottai, ex futurista - gli esponenti del regime fascista hanno Marinetti in scarsa considerazione; né si rendono conto dell'importanza internazionale del Futurismo, del nome che egli ha nel mondo. Ma se ne rende conto Mussolini, che ai tempi in cui era a Milano ha conosciuto e frequentato Boccioni, Buzzi, Carrà condividendone gli entusiasmi; che ha fatto di Sironi il disegnatore del suo giornale e che ha potuto saggiare di persona le potenzialità fascinatrici, mobilitatrici, del "duce del Futurismo", come Carli, Settimelli e altri chiamavano Marinetti. Ecco perché Mussolini riceve Marinetti ogni qual volta questi gli chiede udienza; ecco perché gli riserva l'antica cordialità; ecco perché i futuristi ottengono spazio nelle Biennali e nelle Quadriennali; ecco perché parecchi tra loro ricevono qualche contributo dal Ministero della Cultura Popolare; ecco perché Depero e Prampolini possono realizzare due grandi mosaici nel complesso dell'E42. (L'odierno Eur, a Roma).

pag056_02

Marinetti all’Accademia d’Italia (alle sue spalle si vede Luigi Pirandello), 1934