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Marinetti e il Futurismo

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F. T. Marinetti con Benedetta, 1939

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Enzo Benedetto, F. T. Marinetti

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F. T. Marinetti, «Al di là del Comunismo», 1920, copertina

          

Quando l'Italia entra in guerra - giugno 1940 - Marinetti è amareggiato. Un presentimento lo inquieta. L'adesione di Mussolini alla grande strategia di HitIer lo allarma. E questi sentimenti del poeta, noti nella cerchia più stretta dei suoi collaboratori, vengono a conoscenza della polizia politica, perché il segretario di Marinetti, Scrivo, li rivela candidamente a un insospettato confidente. Ma non accade nulla, tutti sanno che la lealtà di Marinetti verso Mussolini è fuori discussione; tutti immaginano che egli, in pubblico, si dirà d'accordo. Infatti, nel secondo anniversario della dichiarazione di guerra, dà alle stampe il suo libro Canto eroi e macchine della guerra mussoliniana. D'altra parte molti futuristi sono andati già sotto le armi, volontari: e uno dei primi è stato Enzo Benedetto, che partito nel '39 per il nord Africa, rimpatrierà nel '46.

Ma chi può supporre che Marinetti di lì a due anni, dopo una degenza in clinica, chiederà di partire volontario a sessantasei anni per il fronte russo? Questo appunto avviene il 27 giugno 1942 e per quattro mesi resta in prima linea sul Don, partecipando a un'azione di guerra a Sviniuka. Ai primi freddi, il medico militare gli ordina di rimpatriare: così il 5 novembre comincia il viaggio di ritorno in Italia. All'inizio del 1943 si ammala d'una insufficienza cardiaca che non lo lascerà più, accompagnandosi a un progressivo declino delle condizioni generali.

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Enrico Prampolini, Creattività di Marinetti, 1943

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F. T. Marinetti, «Il poema del vestito di latte», 1937, copertina di Bruno Munari