Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

Pagina dei contenuti


Home » Esplora »  Percorsi 3D

Dante e il suo tempo - Catalogo

Zona dantesca
 
Esposizioni
 
Zona dantesca
Zona dantesca - Ravenna
Il luogo riproduce la zona del mausoleo di Dante Alighieri di Ravenna come si presuppone fosse nel ‘500. Nel modello tridimensionale al posto di strutture circostanti difficilmente ricostruibili per carenza di documentazione si è preferito modellare una generica distesa che sfuma in una pineta.
 
 
Zona dantesca
Pianta del '500
Pianta della zona intorno a San Francesco. Il sagrato (E) fu in seguito cintato e trasformato in cimitero.
 
 
Zona dantesca
La zona dantesca - oggi
La zona dantesca come si presenta oggi. Il tempietto dell'architetto Morigia rispetto alla sistemazione del sacello cinquecentesco è ruotato di novanta gradi verso nord. Il portichetto e l'antistante cappella di Braccioforte è stata trasformata in quadrarco.
 
 
Zona dantesca
Sacello di Dante Alighieri
Nel 1483 i resti mortali del poeta furono raccolti in quest'arca voluta da Bernardo Bembo, padre di Pietro, pretore di Ravenna per conto della Repubblica veneta. Il funzionario fece restaurare il sarcofago e vi pose il bassorilievo che ritrae Dante Alighieri, opera di Pietro Lombardo il Vecchio.
Oggi Il bassorilievo è collocato nel mausoleo realizzato nel ‘700 dall'architetto Camillo Morigia.
 
 
Zona dantesca

Zona dantesca
I resti mortali del poeta
Anche in morte il riposo del poeta fu particolarmente travagliato. Una manciata d'anni dopo il decesso, il cardinale Bertrando del Poggetto fece richiesta di far bruciare le ossa per infamia. Sfumato il clima di violenta avversione di fronte all'indiscutibile grandezza del poeta iniziarono le richieste di restituzione da parte della città natale. Ironia della sorte, le tardive premure saranno causa per il povero Dante di nuove tribolazioni. Nel 1396 e nel 1429 Firenze chiese la restituzione delle ossa. Ravenna rifiutò. Firenze insistette. Nel 1509, dopo la breve dominazione veneziana, Ravenna passò al papa. Sollecitato da una petizione di fiorentini illustri tra cui Michelangelo, il fiorentino Leone X, ordinò la traslazione, ma all'apertura il sarcofago risultò vuoto.
I frati francescani dell'attiguo convento, avevano giocato d'anticipo facendo scomparire le ossa da un buco praticato nel retro del sacello. I resti furono celati talmente bene che se ne perse traccia fino al 1865, anno in cui riapparvero accidentalmente.
Durante i lavori di ristrutturazione nel chiostro alcuni muratori le rinvennero in una cassa murata nella parete del chiostro del convento confinante con l'antico sacello.
 
 
Zona dantesca
Basilica di San Francesco
San Francesco, la basilica in cui nel settembre 1321 furono celebrate le esequie di Dante Alighieri. Nel corso dei secoli l'edificio subì profonde rimaneggiamenti. L'aspetto odierno della Basilica è frutto dell'opera di restauro avvenuta tra il 1918 e il 1921 in occasione del VI° centenario della morte del Sommo Poeta. La Basilica fatta erigere dal vescovo Neone poco dopo la metà del V secolo fu chiamata Basilica Apostolarum e consacrata a Pietro e Paolo. In seguito assunse il nome di San Pietro Maggiore. Nel 1261 la chiesa e l'attiguo convento furono concessi ai frati minori che li dedicarono a San Francesco.
 
 
Zona dantesca
Basilica di San Francesco - interno
Nel corso dei lavori di restauro del 1918-1921 vennero riportati alla luce frammenti di antichi affreschi trecenteschi, secondo alcuni attribuibili a Giotto che, come riferisce Vasari nelle sue celebri “Vite”, venne a Ravenna a dipingere in San Francesco. Tra i frammenti, venne rinvenuto un ritratto che fu subito proclamato di Dante; purtroppo tutti gli affreschi andarono distrutti nei bombardamenti del '44.
I francescani ufficiarono la chiesa fino al 1810, anno in cui Napoleone sciolse tutti gli ordini religiosi. Dal 1949 i francescani hanno nuovamente preso possesso della Basilica.
 
 
Zona dantesca
Basilica di San Francesco - interno - cripta
Sotto l'abside si trova una piccola cripta risalente al IX-X secolo d.C. e decorata con antichi mosaici pavimentali. A causa del fenomeno della subsidenza (ribassamento del terreno), la cripta è quasi sempre invasa dalle acque.
 
 
Zona dantesca
Basilica di San Francesco - interno - affreschi
In occasione del VI centenario della morte del poeta (1921) la ristrutturazione della chiesa prevedeva anche la realizzazione di un ciclo di affreschi. Fu indetto un concorso internazionale a cui parteciparono numerosi artisti, ma il progetto vincente non fu mai trasformato in affresco per presunte irregolarità del concorso o più probabilmente per la complessità dell'operazione.
I bozzetti di alcuni dei concorrenti sono conservati ed esposti ancora oggi nel Museo Dantesco attiguo alla Basilica. Le illustrazioni che decorano la Basilica virtuale sono opera del terzo classificato, Carlo Wostry, coadiuvato dall'architetto Arduino Berlam. Finalmente è possibile verificare se le critiche di chi si oppose all'iniziativa erano motivate oppure no senza dover intervenire nel sito fisico. Questa è una delle magiche opportunità offerte dal virtuale.
 
 
Zona dantesca
Bozzetti preparatori di Carlo Wostry per il ciclo di affreschi dedicati alla cantica Inferno
 
 
Zona dantesca
Bozzetti preparatori di Carlo Wostry per il ciclo di affreschi dedicati alla cantica Purgatorio
 
 
Zona dantesca
Bozzetti preparatori di Carlo Wostry per il ciclo di affreschi dedicati alla cantica Paradiso
 
 
Zona dantesca
Bozzetti preparatori di Carlo Wostry per l'affresco raffigurante le esequie del Sommo Poeta descritte dal Petrarca