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Dante e il suo tempo - Catalogo

Approfondimenti
 
 
L'unica garanzia per avere una discendenza sana e numerosa era la moderazione. Si deploravano gli eccessivi ardori, l'intemperanza dei desideri, apparentati all'ingordigia alimentare. Il buon senso delle mogli voleva che si diffidasse costantemente delle esigenze muliebri. Il loro corpo, indispensabile per la sopravvivenza dei lignaggi, era troppo incostante per natura e poggiava su un fragile equilibrio, era compito del marito trattare il corpo della moglie con misura e non lasciare l'iniziativa alla femmina troppo incline alle tempeste umorali.
 
Acan, soldato dell'esercito di Giosuè, non sapendo frenare la sua insaziabile avidità, si impadronì di parte del bottino che gli Israeliti avevano raccolto nel saccheggio di Gerico e che il comandante Giosuè aveva consacrato a Dio. A seguito della sconfitta delle truppe israelite si scoprì che questa era la punizione per il furto sacrilego di Acan, che venne così lapidato nella valle di Achor.
 
È il fiume del Mito greco che le anime traghettano per raggiungere l'Ade. Acheronte, figlio di Gea, la Terra, era stato trasformato in fiume e condannato a scorrere sotto terra per sempre per aver dissetato i Giganti avversari di Zeus.
 
Ottobono Fieschi, dei conti genovesi di Lavagna, nacque fra il 1210 ed il 1215. Nominato cardinale dallo zio, papa Innocenzo IV, ricoprì molti delicati incarichi nella curia di Roma e fece parte della legazione pontificia in Inghilterra. Eletto papa l'11 luglio 1276, trasferì la sede papale a Viterbo e, non più giovane e di certo malato, morì il 18 agosto 1276, dopo soli trentotto giorni di pontificato.
 
Figlia di Cecrope, re di Atene, Aglauro fu tramutata in sasso da Mercurio, perché, invidiosa della sorella Erse, cercava di ostacolarne l'amore con il dio.
 
In precedenza l'esecuzione dell'affresco era legato al sistema detto “a pontate”, che prevedeva la lavorazione per livelli successivi della fascia di muro antistante i ponti delle impalcature. Poiché l'affresco deve essere eseguito sull'intonaco ancora umido, la tecnica a pontate, costringeva a volte ad operare la stesura dell'intonaco su zone molto estese, cotringendo ad eseguire l'affresco su parti già secche. Giotto introduce invece l'usanza di lavorare "per giornate", stendendo cioè il tonachino solo sulla porzione di muro che si intendeva dipingere durante la giornata.
 
Alagia Fieschi era figlia di Niccolò, fratello di papa Adriano V, al secolo Ottobono Fieschi. I commentatori antichi la dicono, concordemente, donna buona e virtuosa e Dante stesso ebbe modo di conoscerla, sposa in casa Malaspina, durante una tappa del suo esilio in Lunigiana. La generale corruzione della famiglia Fieschi, che Adriano V lamenta, era di dominio pubblico al tempo di Dante, che cita tra i golosi purganti Bonifazio Fieschi, arcivescovo di Ravenna, cugino di Adriano V e nipote di papa Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo Fieschi.
 
Membro di una nobile famiglia lucchese di parte bianca, di Alessio Interminelli restano scarse notizie. La sua abitudine di trarre vantaggio dalla credulità altrui doveva essere, tuttavia, di pubblico dominio se Dante ne fece una figura esemplare.
 
Aman era il ministro più ascoltato di Serse I (486-465 a.C.). Mardocheo chiese ad Ester, sua nipote e sposa del re, di intercedere per la sua gente ed ella, sebbene spaventata acconsentì, chiedendo al re di invitare a banchetto Aman. Aman, frattanto, aveva fatto preparare in casa sua una forca per Mardocheo. Durante il banchetto Ester svelò al re la sua origine ebrea ed il proposito di Aman di sterminare il suo popolo. Il re infuriato ordinò che alla forca fosse impiccato Aman stesso.
 
Seguendo la concezione filosofica greca, il Medioevo credeva che gli organi interni fossero entità dotate di volontà autonoma. Per esempio l'utero, posseduto da una sua intima volontà di procreare, era indotto a vagare senza pena nel corpo della donna a causa dell'astinenza sessuale. Ciò spiegava le isterie femminili.
 
Membro della nobile famiglia dei Mozzi, Andrea fu cappellano dei papi Alessandro IV e Gregorio IX, e venne inviato come intermediario per la pace fra bianchi e neri, da papa Niccolò III. Nel 1287 fu nominato vescovo di Firenze e diede impulso alla costruzione della chiesa di S. Croce e dell'Ospedale. Con grande scalpore, nel 1295, Bonifacio VIII lo trasferì a Vicenza dove Andrea de' Mozzi morì l'anno successivo. Dante ricorda bene questo trasferimento, le chiacchiere che ne seguirono ed i giudizi negativi sul vescovo, e ciò, secondo i commentatori, spiega il tono sprezzante riservato a questo personaggio.
 
Anna, che aveva ricoperto la carica di sommo sacerdote del sinedrio di Gerusalemme forse a partire dal 6 d.C. e certamente fino al 15 d.C., rimase associato nella prima carica religiosa di Israele al genero Caifas, in una posizione non solo di prestigio ma di effettivo potere decisionale. Nel Vangelo di Giovanni è chiarito come, nelle prime fasi dell'interrogatorio di Gesù e nella sua incriminazione, Anna abbia avuto un ruolo di primo piano e sia stato, quindi, corresponsabile della condanna a morte suggerita dal genero. Anna, dunque, come Caifas e gli altri sacerdoti del sinedrio è per Dante il modello dell'ipocrita.
 
La fonte antica di Dante per la storia del gigante Anteo è Lucano. Figlio della Terra e di Poseidone, Anteo viveva in una spelonca nella valle del fiume Bagrada, presso Zama, in Libia, cibandosi di carne di leone. La sua forza possente era accresciuta continuamente dalla madre ogni volta che toccava terra. Venne ucciso da Ercole che, sollevandolo dal suolo, riuscì a limitargli le forze. Non partecipò alla lotta dei giganti contro Zeus, perché nato successivamente, ed infatti Dante lo rappresenta slegato. Acconsentendo alla richiesta di Virgilio, solleva delicatamente i due pellegrini e li depone sul fondo ghiacciato del nono cerchio.
 
Figlia del tintore lidio Idmone di Colofone, abilissima nell'arte della tessitura, Aracne osò sfidare Atena in una gara di tessitura: la dea, per punizione, la trasformò in ragno.
 
Ruggieri degli Ubaldini fu prima arcivescovo di Bologna, poi di Ravenna, e nel 1278 fu nominato arcivescovo di Pisa. Non sono chiare le ragioni dell'accusa di tradimento nei confronti dell'arcivescovo. La versione dei fatti seguita da Dante avvalora l'ipotesi che, al momento della cacciata di Nino Visconti, Ugolino non si trovasse in città e che l'arcivescovo avesse finto di accordarsi con il conte al solo scopo di attirarlo in città per poi eliminarlo. Ottenuto il potere, tuttavia, Ruggieri non seppe gestirlo, sopraffatto dai contrasti interni e dal biasimo papale per la sua condotta. Morì a Viterbo nel 1295.
 
Nato a Trieste nel 1880, Arduino Berlam seguì ben presto le orme del padre Ruggero, noto architetto allievo di Camillo Boito e anch'egli a suo volta figlio d'arte. Arduino si formò a Milano tra il Politecnico e l'Accademia di Brera e collaborò a lungo con il padre, in una solida sintonia artistica, tanto che gli studiosi trovano estremamente difficile il lavoro di attribuzione delle diverse idee all'interno dei loro progetti comuni. Operò soprattutto nella città natale, firmando non solo abitazioni e palazzi, ma anche monumenti (Faro della Vittoria e lapide virgiliana alle foci del Timavo) e gli interni delle prestigiose navi Saturnia e Vulcania.
 
Arnaut Daniel fu un celebre trovatore provenzale attivo fra il 1180 ed il 1210. Nelle antiche biografie si dice di lui che si dilettasse a scrivere versi difficili, che Dante imitò nelle sue "rime petrose" gareggiando in virtuosismi tecnici.
 
Erano raffigurate con viso di donna e corpo di uccelli rapaci, con grandi ali e artigli aguzzi. Rubavano dalle mense le vivande imbandite, spandendo sulle rimanenti un così pestifero puzzo, che non era più possibile cibarsene. La leggenda ne nomina spesso tre, Celèno, che significa oscurità, Ocìpete, dal rapido volo, e Aello, apportatrice di tempesta. Furono sterminate da Ercole, durante una delle sue dodici fatiche.
 
Il bisogno di operazioni di computo rapide ed efficienti favorì il passaggio dalle cifre romane a quelle arabe, inizialmente osteggiato dal clero, e all'introduzione dello zero. Ciò comportò la diffusione di una mentalità incline alla precisione. Anche il calendario subì una radicale trasformazione. L'inizio dell'anno oscillante tra il 22 marzo ed il 25 aprile venne fissato il giorno della circoncisione di Gesù, cioè il primo gennaio. Ma ai mercanti occorreva anchei una misurazione precisa ed uniforme di piccoli intervalli di tempo. Si diffuse l'orologio meccanico che nel giro di mezzo secolo si diffuse in tutta Europa. Ogni città ebbe la sua bella torre con orologio, torre che strappò al campanile il primato nel computo del tempo, sancendo così la sostituzione del tempo del mercante al tempo di Dio.
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L'uomo esercitava l'autorità naturale sulla donna che godeva di una limitata autonomia solo nella sfera domestica. Gli educatori raccomandavano i lavori di ago e fuso attività che occupavano il corpo evitando immodesti movimenti e la mente, evitando fantasticherie pericolose per l'onore personale e della casa. Al contrario, si pensava che attività tranquille come la lettura potessero rivelarsi insidiose, come rivelava la vicenda di Francesca da Rimini. Fin dalla più tenera età le donne dunque filavano, tessevano, cucinavano e ricamavano senza posa per occupare mente e corpo.
 
L'autogoverno si realizzava con la pratica del voto estesa ad ogni organismo politico ed amministrativo. Il sistema elettorale era basato sul principio di maggioranza, una testa = un voto, ma per alcune particolari decisioni, come quelle relative alla politica estera, era richiesta una maggioranza pari a tre quarti dei votanti. Il principio di maggioranza garantiva unità e coesione interne ed impegnava tutti nella difesa delle deliberazioni e delle scelte. Per garantire libertà di voto venne introdotto il principio del voto segreto.