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Biblioteca Medicea Laurenziana - Catalogo

Vestibolo

Questo ambiente, detto Ricetto o Vestibolo, costituisce l'ingresso all'antica Sala di lettura della Biblioteca Medicea Laurenziana. Il Vestibolo si caratterizza per la verticalità delle pareti, spartite in tre ordini con doppie colonne incassate nel muro, mensole a voluta, finestre-edicola timpanate e incorniciate da lesene insolitamente rastremate verso il basso.

Michelangelo, contro l'opinione del papa, volle che il vestibolo della Biblioteca fosse sopraelevato rispetto al resto dell'edificio così da ottenere dalle finestre una illuminazione scarsa e creare l'effetto di un preludio oscuro alla luce della Biblioteca: l'insieme della Biblioteca, infatti, è stato così interpretato come un percorso ove dall'oscurità angosciosa del Vestibolo si passa gradatamente alla esperienza luminosa della Sala di lettura, ossia - secondo i termini di quel neoplatonismo al quale anche Michelangelo si era ispirato – dalla ignoranza al sapere.

 
Elementi
Scalinata
La scalinata fu eseguita nel 1559 da Bartolomeo Ammannati su un modello dello stesso Buonarroti. Di grande originalità, presenta una struttura a pontile ed una forma tripartita, con rampa centrale a gradini ellittici.
Quando nel 1534 Michelangelo lasciò definitivamente Firenze i lavori della Biblioteca, e del Vestibolo in particolare, si fermarono e furono ripresi soltanto anni dopo. Ancora intorno al 1555 la scala era tutta da eseguire. Prima il Tribolo e poi Giorgio Vasari chiesero delucidazioni a Michelangelo su come si dovesse procedere. Michelangelo ora ‘rispose non mai altro, se non che non se ne ricordava', ora che ‘mi torna ben nella mente come un sogno una certa scala, ma non credo che sia appunto quella che io pensai allora […formata da] una quantità di scatole aovate'; il tutto ‘isolato e non s'appoggiava se non alla porta della libreria' , con la corsia centrale ‘per il Signore [Cosimo I]' e quelle laterali per i ‘profani', le quali ultime ‘non vorrei ch'avessin nella estremità balaustri, come la principale, ma fra ogni dua gradi un sedere'. La scala si sarebbe dovuta realizzare in ‘un bel noce', ma quando effettivamente nel 1559 Ammannati la realizzò, il materiale usato fu la pietra serena, un'arenaria dalla grana finissima dalla particolare coloritura azzurrina, cavata nella valle della Mensola.
Vetrate dell'ordine superiore
L'ambiente era concepito come un preludio oscuro alla luce della Sala di lettura, ma rimase incompleto fino agli inizi del ‘900, quando furono terminati i lavori della facciata esterna, con l'apertura di false finestre.
Il progetto michelangiolesco per il Vestibolo della Biblioteca non fu mai completato, neanche quando per volere di Cosimo I nel 1548 i lavori al complesso furono ripresi. Fu soltanto tra il 1894 e il 1905 che fu completato il secondo ordine e vi furono aperte le finestre le cui vetrate recano, in alcuni esemplari, i motivi araldici della famiglia Savoia, la casa regnante sullo stato italiano di recente costituitosi.
Approfondimento: Vetrate
Veduta esterna della Biblioteca prima dei lavori di completamento del Vestibolo (1894-1905).
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Fot. II.1695
Esterno del Vestibolo durante i lavori di apertura delle finestre (1894-1905). (Bandini tav. II)
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Fot. II.2116
Soffitto in trompe l'oeil
Il progetto michelangiolesco per il Vestibolo della Biblioteca non fu mai portato a termine, neanche quando per volere di Cosimo I nel 1548 i lavori al complesso ripresero il via. In particolare, fu soltanto agli inizi del secolo XX che il soffitto ligneo a capriate del Vestibolo stesso venne coperto con un telo dipinto ad imitazione del soffitto ligneo della Biblioteca. Il telo è opera del pittore bolognese Giacomo Lolli, che vi lavorò nel 1904.
Veduta del Vestibolo tratta dal Viaggio Pittorico della Toscana dei fratelli Terreni, 1801-1803. Nella incisione appaiono completate tutte le parti del secondo ordine. In realtà soltanto la parete sopra la scala lo era. Le altre furono terminate tra il 1894 e il 1905 quando venne aggiunto anche il cornicione e il telone dipinto.
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 23.1.59