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Biblioteca Medicea Laurenziana - Catalogo

Sala Lettura

La Sala di lettura, sviluppata orizzontalmente a differenza del Vestibolo, è spartita da due file di banchi, chiamati plutei, che avevano la duplice funzione di leggio e di custodia.

 
Elementi
Il soffitto ligneo
Il soffitto in legno di tiglio, partito in quindici pannelli e ripreso dal pavimento ad intarsi di terracotta rossa e bianca sottostante, venne progettato da Michelangelo e realizzato da Battista del Tasso ed Antonio di Marco di Giano detto il Carota. In esso, dietro richiesta del pontefice Clemente VII, vengono ripetuti simboli araldici e imprese direttamente o indirettamente ricollegabili alla famiglia de'Medici. In particolare, si riconoscono le ghirlande di alloro, i quattro anelli intrecciati con diamanti, il segno del cancro e del capricorno insieme ad altri motivi (lucerne e mascheroni) genericamente classicheggianti e il motto "semper".
Il Pavimento
Il pavimento è opera di Santi Buglioni su disegno del Tribolo, il quale a sua volta si era rifatto ai disegni di Michelangelo per il soffitto. I quindici pannelli in cui è partito il soffitto, oltre a corrispondere alle quindici campate che dividono le pareti laterali, sono riflessi infatti anche nella decorazione dei quindici riquadri che animano il pavimento in terra rossa e bianca diviso in tre sezioni. L'insieme sembra corrispondere dunque a quella struttura tripartita auspicata da Clemente VII per voce del suo segretario Giovanni Francesco Fattucci (lettera a Michelangelo del 3 aprile 1526).
Approfondimento: Pavimento
Pareti laterali
Per le pareti laterali della Sala di lettura Michelangelo scelse lo stesso materiale adottato per la Sacrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo e poi presente anche nel Vestibolo della Biblioteca: la pietra serena. Si tratta di un'arenaria dalla grana finissima dalla particolare coloritura azzurrina, cavata nella valle della Mensola: la qualità inferiore di talune decorazioni, si veda ad esempio la trabeazione della porta posteriore, sembra denunciare la mancanza di controllo del maestro e quindi la realizzazione in tempi successivi alla sua presenza nel cantiere.
Vetrate
Le vetrate della biblioteca di Michelangelo sono un capolavoro dell'arte vetraria con molteplici riferimenti alla pittura cinquecentesca coeva. In origine le vetrate erano trenta, disposte parallelamente sui due lati della sala di lettura per illuminare i plutei (banchi lignei) adibiti alla lettura; oggi ne rimangono ventisette più due cieche poiché nel 1841 l'assetto originario della sala venne alterato dalla costruzione della Tribuna D'Elci.
Approfondimento: Restauro
Plutei
Arredo caratterizzante la Sala di lettura sono i plutei (banchi lignei con seduta, leggio e spazio per la custodia dei codici), progettati da Michelangelo e realizzati, a detta di Vasari, dagli intagliatori Giovan Battista del Cinque e Ciapino. I lavori per i plutei ebbero luogo in più riprese, negli anni 1533, 1534, 1549-1551.
Approfondimento: Plutei
Approfondimento: Restauro
Manoscritti
I manoscritti e gli antichi libri a stampa, sistemati in posizione orizzontale all'interno dei banchi, erano suddivisi a seconda della materia (patristica, astronomia, retorica, filosofia, storia, grammatica, poesia, geografia) e le tabelle lignee poste sul fianco di ogni pluteo riportavano l'elenco dei libri ivi contenuti. Tale disposizione fu conservata fino ai primi anni del ‘900, quando i manoscritti furono trasferiti negli attuali depositi; i libri stampa, invece, furono consegnati alla Biblioteca Magliabechiana (ora Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze) nel 1783.
Approfondimento: Manoscritti
La "libreria secreta"
Era volere di Clemente VII, il papa che commissionò a Michelangelo la Biblioteca, che ad una estremità della Sala di lettura fosse collocata una ‘libreria secreta per tenere certi libri più preziosi che gli altri' (lettera a Michelangelo del 12 aprile 1525). Buonarroti progettò, quindi, al di là di questa parete un ambiente che definì ‘un triangolo massiccio e munito come un bastione' per la realizzazione del quale sarebbe stato necessario acquisire anche la casa di Ilarione Martelli, esterno alle proprietà del Capitolo di San Lorenzo. Difficoltà economiche di vario genere e l'incertezza politica conseguente al sacco di Roma (1527) rallentarono e ridimensionarono i lavori della Biblioteca sicché la libreria secreta non fu mai realizzata.
Laddove Michelangelo aveva progettato di collocare la Libreria, tra il 1890 e il 1900, fu aggiunto un corpo di fabbrica perpendicolare alla Sala di lettura e costituito da sei sale il cui allestimento fu opera di Guido Biagi, Direttore della Laurenziana negli anni 1889-1894 e 1895-1924. Questi ambienti erano destinati ad ospitare la ‘Mostra permanente del libro e della miniatura', inaugurata nell'aprile del 1922. Ancora oggi essi sono adibiti a spazi espositivi per le mostre temporanee organizzate dalla Biblioteca.