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Biblioteca Medicea Laurenziana - Catalogo

Approfondimenti
Pavimento

Il pavimento è opera di Santi Buglioni su disegno del Tribolo, il quale a sua volta si era rifatto ai disegni di Michelangelo per il soffitto. I quindici pannelli in cui è partito il soffitto, oltre a corrispondere alle quindici campate che dividono le pareti laterali, sono riflessi infatti anche nella decorazione dei quindici riquadri che animano il pavimento in terra rossa e bianca diviso in tre sezioni. L'insieme sembra corrispondere dunque a quella struttura tripartita auspicata da Clemente VII per voce del suo segretario Giovanni Francesco Fattucci (lettera a Michelangelo del 3 aprile 1526).

In particolare, per quanto concerne la decorazione del pavimento, fu prevista la posa in opera di due fasce laterali decorate da quindici riquadri (v. alcune immagini dei riquadri laterali) a motivi geometrici ed astratti eseguiti con la tecnica del ‘mosaico' e di una fastosa fascia centrale abbellita con elementi fantastici ed araldici ispirati in parte dal soffitto e realizzati ‘ad intarsio'. Nonostante le differenze di ornato, di tecnica esecutiva e la minore rifinitura, le fonti attestano che i pannelli delle due fasce laterali sono immediatamente precedenti o sostanzialmente coevi a quelli della fascia centrale.

Tale assetto della biblioteca, sebbene fortemente voluto dal papa committente, non risulta affatto percepibile a chi entra nella sala poiché le due fasce laterali furono 'nascoste', probabilmente ab origine, dalla serie dei plutei. La presenza delle due fasce decorate a motivi geometrici passò ben presto nell'oblio e fu riscoperta accidentalmente soltanto nel 1752 in seguito alla rottura e ai conseguenti lavori di riparazione di uno dei plutei.

È possibile quindi che il pavimento tripartito, realizzato nel suo insieme a partire dal 1548, rifletta effettivamente il piano originario per la biblioteca, ma che ben presto, forse anche in corso d'opera, la mole di libri raccolta da Cosimo I e aggiuntasi alla collezione di famiglia per la quale Michelangelo aveva concepito il complesso, rese necessari un ampliamento e una diversa distribuzione dei banchi. In quest'ottica, forse, troverebbe una giustificazione anche l'apparente mancata arrotatura dei pannelli decorativi delle fasce laterali: se queste ultime non fossero più state a vista nel nuovo assetto, l'arrotatura avrebbe costituito una spesa del tutto superflua.

Alcune foto dei pavimenti originali, attualmente coperti dai plutei