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Biblioteca Medicea Laurenziana - Catalogo

Approfondimenti
Restauro dei Plutei

Nel corso del 2003-2004 sono stati condotti in collaborazione con la locale Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico un rilievo dello stato generale di conservazione dei plutei e il restauro dei plutei n°1a, n°1b, n°56 e n°74 in condizioni particolarmente compromesse. In particolare, l'intero complesso è stato sottoposto a disinfestazione, mentre per quanto concerne i quattro plutei restaurati le assi e gli incastri sono stati completamente revisionati e le parti decorative non stabili sono state fissate. Un leggero intervento di pulitura ha eliminato i depositi di sostanze grasse, sporco e vernici sovrapposti. Naturalmente sono state rispettate le vernici antiche. Dopo la revisione delle vecchie stuccature si è proceduto alla rigenerazione delle patine per cercare un avvicinamento alle cromie originali ormai non più recuperabili anche a causa dei passati interventi di restauro.

Plutei restaurati
Pluteo 1a-1b
Pluteo 56
Pluteo 74



Restauro delle Vetrate

Le vetrate della biblioteca di Michelangelo sono un capolavoro dell'arte vetraria con molteplici riferimenti alla pittura cinquecentesca coeva. In origine le vetrate erano trenta, disposte parallelamente sui due lati della sala di lettura per illuminare i plutei (banchi lignei) adibiti alla lettura; oggi ne rimangono ventisette più due cieche poiché nel 1841 l'assetto originario della sala venne alterato dalla costruzione della Tribuna D'Elci.

La decorazione policroma è molto raffinata, eseguita probabilmente con cartoni, almeno quattro, con la tecnica della pittura a grisaglia e del giallo argento. Vi sono rappresentati i simboli dell'araldica medicea riferibili a Clemente VII e a Cosimo I: un trionfo di motivi a grottesche, emblemi, armi e putti alati. Numerose vetrate riportano la data di esecuzione (1558, 1567, 1568 fino al 1695). Michelangelo progettò la struttura architettonica della Biblioteca mentre le decorazioni e le vetrate furono realizzate da altri artisti dopo la sua partenza da Firenze avvenuta nel 1534. Se in passato le vetrate venivano attribuite a Giovanni da Udine, recenti studi suggeriscono che siano state realizzate da maestranze fiamminghe su cartoni riconducibili ad ambiente vasariano. In particolare, è stato scoperto recentemente il disegno preparatorio di un cartone delle vetrate, attribuibile al fiammingo Wouter Crabeth, anche conosciuto come Gualtieri d'Anversa.

Fasi di restauro
1.
ricerca della documentazione sulla storia e i restauri precedenti
2.
ricognizione sul degrado del complesso
3.
realizzazione di un ponteggio mobile
4.
mappatura dello stato di conservazione
5.
indagini diagnostiche sulla tecnica di esecuzione e composizione
6.
indagini microclimatiche
7.
restauro campione di una vetrata presso l'Opificio delle Pietre Dure (Firenze)
8.
progettazione e realizzazione di speciali controvetrate esterne di protezione
9.
pulitura e restauro delle imbotti e delle cornici architettoniche
10.
affidamento del restauro delle vetrate restanti a ditte private
11.
recupero tramite retroilluminazione delle vetrate cieche
Tipologie di degrado
Si noti la caduta completa della grisaglia e la presenza della stesura di giallo argento quale unico riferimento della decorazione originale
Particolare di una riparazione con piombi aggiunti
Particolare dove si notano fratture recenti
Foto delle vetrate restaurate nella sala lettura