Volume D del Censimento delle cinquecentine

The Umberto Barbaro Library

Dopo un lungo intervallo l’ICCU ripende la pubblicazione dei volumi relativi al Censimento delle cinquecentine, a cura del Laboratorio per la bibliografia retrospettiva. Si tratta del quinto volume, relativo alla lettera D. Come ormai noto il Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo fu avviato agli inizi degli anni ottanta per volere dell’allora direttore dell’ICCU Angela Vinay.

Questo ambizioso ed innovativo progetto, nato con lo scopo di individuare e descrivere le edizioni stampate in Italia tra il 1501 e il 1600 e quelle stampate in lingua italiana all’estero, ha visto la sua realizzazione grazie al contributo che le biblioteche italiane hanno offerto, con modalità diversificate, in stretto rapporto con l’ICCU. Orgoglio del progetto è sempre stato e continua ad essere quello di accomunare in un’unica impresa tante e diverse realtà bibliotecarie: statali, di enti locali, di istituti culturali, universitarie, ecclesiastiche, private, scolastiche a conferma che preziosi, per la valorizzazione e la conoscenza del libro antico, non sono solo i fondi delle grandi raccolte librarie ma anche quelli delle realtà minori, talvolta depositarie di opere non trovabili altrove. Negli anni il consolidarsi del Censimento ha visto un incremento esponenziale degli istituti partecipanti e rispetto alle 550 biblioteche iniziali può contare ora sulla collaborazione di ben 1335 istituti culturali.

La grande diffusione su scala nazionale del Censimento e il diffondersi delle nuove tecnologie hanno evidenziato la necessità di dotarsi di una base dati, che facilitasse la gestione del materiale bibliografico e ne assicurasse l’accessibilità e una più duttile fruizione. Una svolta è avvenuta, pertanto, nel marzo 2000 con la disponibilità in rete di EDIT16.

La base dati è attualmente visitabile, oltre che autonomamente all’indirizzo http://edit16.iccu.sbn.it anche nel sito dell’ICCU e nel Portale InternetCulturale alla voce Cataloghi speciali tramite la Ricerca Bibliografica.

Il grande impegno che ha comportato e comporta l’implementazione e l’aggiornamento costante dei dati (56.000 titoli) e la gestione degli archivi collaterali (autori, tipografi, marche tipografiche, fonti bibliografiche) ha inevitabilmente penalizzato e posto in secondo piano la regolarità e l’uscita delle relative pubblicazioni.

Per volere di Marco Paoli, attuale direttore dell’ICCU, dopo un lungo intervallo riprende la pubblicazione, che si viene ad affiancare, quale versione cartacea, alla base dati elettronica.

Sostanziale la differenza tra i due formati catalografici: la base dati EDIT16, completa di tutti i dati inviati dalle biblioteche o recuperati dalle fonti relativamente a tutte le lettere, si avvale della molteplicità degli accessi e delle possibilità di aggiornamenti e modifiche delle informazioni proprie di uno strumento informativo on-line; le pubblicazioni si propongono, invece, quale tradizionale strumento bibliografico a stampa, preziosa fonte per la ricostruzione delle collezioni e dei fondi delle biblioteche.