Ulisse Aldrovandi: La scienza allo specchio dell'arte
Doppio evento al Museo di Palazzo Poggi di Bologna il giorno
4 novembre 2005 alle ore 17.30.
In occasione delle Celebrazioni per il IV Centenario
della morte di Ulisse Aldrovandi, sarà presentato al
pubblico il nuovo allestimento della sala
Aldrovandi e inaugurata la mostra La scienza allo
specchio dell’arte. Per la Celebrazione ufficiale di
Ulisse Aldrovandi, il Comitato Nazionale per le
Celebrazioni del IV centenario aldrovandiano e il Museo di Palazzo
Poggi presenteranno il riallestimento del
Museo Aldrovandi secondo la disposizione data alla sala da
Giovanni Capellini per celebrare il III Centenario della morte del
grande naturalista bolognese. L’allestimento è stato
realizzato utilizzando gli arredi che, sul modello di quelli
settecenteschi, furono costruiti nel 1907 e ripropone, secondo la
suddivisione aldrovandiana in tre Regni - minerale, vegetale e
animale - reperti naturalistici, acquarelli, matrici xilografiche,
volumi a stampa. Il progetto per il pieno recupero e per la
fruibilità del Museo Aldrovandi mostrerà nuovamente
riunite tutte le tavolette xilografiche (oltre 4000 esemplari) che
Aldrovandi aveva fatto predisporre per l’edizione a stampa
dei volumi della sua Storia Naturale, i 14 volumi delle opere a
stampa, incluso l’Antidotarii Bononiensis,
l’intero Corpus delle tavole acquarellate (17 tomi di
tavole di piante, fiori, frutta e animali), l’Historia
Naturalis di Plinio con postille marginali autografe di
Aldrovandi e il ritratto di Aldrovandi eseguito da Pelagio
Palagi.
Il riallestimento ha previsto inoltre la messa in funzione di un
nuovo e avanzato sistema di illuminazione realizzato per garantire
condizioni ideali per la conservazione e la fruizione dei
reperti.
Con quest’iniziativa si intende restituire la
peculiarità del Museo o Microcosmo di Natura di Aldrovandi,
un vero e proprio laboratorio scientifico, organizzato secondo
metodi e tassonomie lungamente meditate dal naturalista e condivisi
con le élites scientifiche del secondo Cinquecento.
Si tratta infatti di un esempio, tra i più antichi in ordine
di tempo e tra i più completi a tutt’oggi, di
transizione da un collezionismo di mirabilia, volto a
generare stupore e ammirazione, a una concezione
dell’esemplare di natura come fonte per la descrizione e la
classificazione naturalistica e come momento di analisi e di
verifica di teorie e modelli interpretativi.
Il giorno 4 novembre 2005 alle ore 17,30
sarà anche inaugurata nelle sale del Museo di
Palazzo Poggi, la mostra LA SCIENZA ALLO SPECCHIO
DELL'ARTE, promossa dall’Alma Mater Studiorum -
Università di Bologna nell’ambito di Cronobie,
manifestazione ideata dal Comune di Bologna sui temi della scienza.
Organizzata dal Museo di Palazzo Poggi unitamente a UniboCultura,
alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali,
all’Orto Botanico, all’Archivio Storico
dell’Università, all’ENEA, sede di Bologna,
l’esposizione, curata da Donatella Biagi Maino e Walter Tega,
intende recuperare visivamente la storia del settecentesco Istituto
delle Scienze, grandiosa struttura del sapere unica per
novità di progetto e finalità istituzionali
nell’Europa dei lumi, attraverso le immagini di quanti ne
fecero la storia.
Saranno infatti esposti, accanto ai ritratti di Clemente XI
(un raro dipinto di C.Maratti, mai esibito al pubblico) e
Benedetto XIV (di P.Subleyras), i pontefici che ne permisero
l’apertura e la rifondazione a metà secolo, il busto
in marmo del suo ideatore e fondatore, il conte generale Luigi
Ferdinando Marsili, uomo d’arme, di lettere e di scienze,
il ritratto di un altro mecenate, M.A.Collina Sbaraglia,
rara opera di Donato Creti, e quindi le effigi degli scienziati
attivi per l’Istituto, da Eustachio Manfredi,
eccellente astronomo, a Laura Bassi, professore di fisica,
celebre anche nella qualità di scienziata, Lelio
Trionfetti, naturalista, Giovanni A.Galli, che ebbe la
prima cattedra di ostetricia della storia sino a Luigi
Galvani, ultima gloria della scienza bolognese
settecentesca.
Un universo di conoscenze che si dispiega nel ricordo di quanti
fecero il progresso delle scienze naturali, ed apre alle altre sale
del museo che recuperano quelle che furono le Camere
dell’Istituto delle Scienze, in un allestimento il più
possibile fedele all’antico.
L’esposizione prosegue con una assoluta novità, la
presentazione al pubblico della iconoteca del grande botanico
Ferdinando Bassi, straordinaria raccolta
di ritratti all’acquarello di scienziati
dall’antichità al Settecento eseguiti per la
maggior parte da Gaetano Gandolfi, uno dei pittori più
celebri all’epoca in Italia. La raccolta consta di 150
ritratti, passati per eredità dall’Istituto delle
Scienze all’Università di Bologna; la qualità
delle opere, che vedono l’effigie del ritrattato al centro di
complesse incorniciature costituite da oggetti di natura indagati
al microscopio, ne fa un unicum tra le raccolte a tema del
periodo.
Il rapporto tra arti del disegno e scienze di natura, teorizzato
dal Marsili ad apertura di secolo, trova in questa raccolta
esemplare l’espressione visiva sceltissima, di grande
fascino.
La mostra, che rimarrà aperta sino all’8 gennaio 2006,
si avvale, per la seconda sezione, del contributo di Profilati Spa,
e sarà accompagnata da due volumi di scritti, entrambi a
cura di D.Biagi Maino, il primo relativo alle Accademie
dell’Istituto delle Scienze il secondo alla raccolta dei
ritratti del Bassi, editi entrambi da Umberto Allemandi & C.
Società editrice, Torino.
Ulisse Aldrovandi (1522 – 1605),
umanista, scienziato e filosofo, primo professore di storia
naturale nello Studio bolognese e collezionista straordinario, fu
protagonista delle cultura del suo tempo e maestro di metodo e di
dottrina per la posterità. Nominato nel 1568 direttore
dell'Orto Botanico bolognese da lui istituito, raccolse un
importante museo ricco di piante, animali e minerali, che
costituì il primo tentativo di conservare e presentare allo
studio e all'osservazione degli scienziati e del pubblico i
prodotti della natura.
Il museo di Aldrovandi fu la base della sua enciclopedia
naturalistica, di cui in vita pubblicò il De animalibus
insectis e l'Ornithologiae, l’Antidotarii
Bononiensis, il primo prontuario per la corretta composizione
dei medicamenti ad uso dei farmacisti.
Il suo Erbario è uno dei più
antichi giunti sino ai nostri giorni, e senz'altro uno dei
più ampi del suo tempo. Iniziato molto probabilmente nel
1551 ed ampliato da Aldrovandi durante tutta la sua vita,
arrivò a comprendere più di 5000 campioni suddivisi
in 15 volumi rilegati.
Tra le sue opere risulta anche una Storia naturale illustrata nata
dalla collaborazione con noti artisti e con gli spiriti scientifici
più importanti del suo tempo.
Aldrovandi costituisce senza dubbio una delle punte più
avanzate della cultura europea del tardo-rinascimento e una delle
figure più importanti della tradizione scientifica
moderna.
La mostra
La scienza allo specchio dell’arte
Inaugurazione 4 novembre 2005, ore 17.30 (ingresso su
invito)
4 novembre 2005 – 8 gennaio 2006
Luogo: Museo di Palazzo Poggi,
Via Zamboni 33 40126 Bologna
Informazioni: tel: 051-2099610 051-2099398;
051-2099902
Sito web: www.unibo.it/musei/palazzopoggi/
Orario: tutti i giorni 10.00 – 17.00.
Ingresso gratuito

