Libri, books, bücher
Torino come Capitale Mondiale del Libro con Roma, per l’anno in corso offre al Castello di Rivoli l’occasione per riflettere sul rapporto tra gli artisti contemporanei e il libro attraverso la mostra Libri Books Bücher.
Il libro di artista è un oggetto d’arte particolare; lontano dall’essere un semplice contenitore di informazioni o un mezzo atto unicamente a documentare l’opera di un artista, è piuttosto una creazione, il luogo di un’esperienza autonoma che, trascendendo i limiti imposti dalla pagina e annullando i confini tra forma e contenuto, si trasforma in una vera e propria opera.
La mostra Libri Books Bücher, che sarà aperta al pubblico sino al 30 luglio 2006, si inserisce nell’ambito delle iniziative che accompagnano questo importante appuntamento, intende fornire una visione sul libro di artista.
I libri di Giulio Paolini (Genova, 1940), le cui pagine sono indagate dall’artista in termini di spazio e superficie, trovano così collocazione dentro diverse teche in plexiglass che, svelando le immagini attraverso la loro trasparenza, integrano i libri in un’installazione la cui nuova definizione spaziale nasce in relazione al luogo espositivo.
È invece una casetta, dipinta dall’artista, ad ospitare i libri di Nicola De Maria (Foglianise-Benevento, 1954) che, abituato a sperimentare tutte le potenzialità espressive del colore, crea una dimora per il pensiero, un luogo per la riflessione e la ricerca poetica, dove si libera lo slancio per immaginare la forma ideale dell’arte.
Autore di libri dalle forme particolari e spesso fuori formato, Enzo Cucchi (Morro d’Alba-Ancona, 1949), ha ideato per questa mostra quattro nuovi libri. Pur mantenendo la forma convenzionale del libro, l’artista ne sovverte il significato e l’utilizzo, realizzando i libri in resina e rendendoli in questo modo paradossalmente illeggibili.
La sensualità e la spiritualità presenti nelle sculture di Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo-Pescara, 1940), emergono anche attraverso i suoi libri che, sovente nati da collaborazioni con artisti o poeti, assumono il ruolo di un’opera unica, intima e privata. Le sensazioni tattili fortemente ricercate dall’artista si ritrovano anche in una serie di tavoli appositamente pensati per la mostra che, grazie alla loro forma e attraverso l’uso particolare del colore, sembrano ricreare le stesse sensazioni dei libri che vi sono esposti.
Per gli artisti concettuali per cui il significato e l’utilizzo della parola sono predominanti rispetto agli aspetti visivi, l’allestimento assume un’importanza minore, lasciando in questo modo spazio alla visione dei libri e del loro contenuto. Così, semplici teche a muro accolgono i libri di Lawrence Weiner (New York, 1942), trattati dall’artista come luoghi idonei per l’espressione del suo pensiero e i cui parametri vengono indagati in termini linguistici e visivi.
Uno spazio il più possibile neutro dipinto in grigio, ospita i libri di Joseph Kosuth (Toledo, Ohio, 1945). Campo di indagine privilegiato nella definizione del significato dell’arte, attraverso l’utilizzo del sistema di comunicazione della parola scritta, i libri sono posti in relazione con i manifesti, sempre realizzati dall’artista come veicolo di diffusione dei suoi enunciati.
Semplici tavoli contengono invece i volumi di Hanne Darboven (Monaco, 1941), quasi delle tracce del pensiero dell’artista la cui codificazione in un sistema matematico difficilmente decifrabile li avvicina a partiture musicali e la cui struttura, spesso diaristica, sembra volere sottolineare il passare del tempo.
Pur nella diversità dell’approccio e nella molteplicità dei risvolti che vengono approfonditi da ciascuno degli artisti in mostra, non si può fare a meno di notare che, per tutti loro il libro è pensato in termini di un supporto e di uno spazio che, parimenti a quello di una tela o di una sala espositiva, può essere utilizzato come luogo in essere per la manifestazione delle loro idee e per l’estrinsecazione della loro poetica, non ponendo quindi limiti e distinzioni tra libro e opera d’arte.
Trascendendo i vincoli imposti da pittura e scultura e sopravanzando le regole della tradizionale comunicazione artistica, il libro diventa così forma, materia e concetto, e si pone come veicolo di un nuovo sistema espressivo, più libero perché sostanzialmente nuovo e in continuo rinnovamento e i cui limiti imposti dall’ “oggetto libro” diventano un’occasione per la sperimentazione di una personale e autonoma forma d’arte.
Informazioni:
Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli
Torino
tel. 011 / 9565222
fax 011 / 9565230
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