


Cartoline da 'eremi' marini.



Cartolina da Ceresole Reale. 
Tramonto in Oriente, acquerello autografo.


“Verso la cuna del mondo”, copertina della prima edizione, 1917.

L’abitazione di Guido e dell’amico Garrone a Ceylon. 
Ceylon, Bamboos. | | La malattia, con tutte le sue implicazioni, non ultimo il timore del disfacimento, è la cifra di lettura dell’opera di Gozzano, ivi comprese le lettere, strumento privilegiato che consentiva a lui, malato, di rapportarsi al mondo. La malattia, insomma, da dato biografico si fa tema letterario. [...]. Sono i dottori. Mi picchiano in vario lor metro spiando non so quali segni, m’auscultano con li ordegni il petto davanti e di dietro. E senton chi sa quali tarli i vecchi saputi ... A che scopo? Sorriderei quasi, se dopo non bisognasse pagarli... . “Appena un lieve sussurro all’apice... qui... . la clavicola... .” E con la matita ridicola disegnano un circolo azzurro. “Nutrirsi... . non fare più versi... nessuna notte più insonne... non più sigarette... . non donne... . tentare bei cieli più tersi: Nervi... . Rapallo... . San Remo... . cacciare la malinconia; e se permette faremo qualche radioscopia... .” (da Alle soglie, vv. 4-14) La tisi, che lo affliggeva fin dagli anni dell’adolescenza (a quindici anni parla di “marci polmoni”), lo costrinse a lunghi soggiorni in “eremi” montani (Noasca, Ceresole Reale, Ronco Canavese, Bertesseno, Brusson, Fiéry d’Ayas) e marini (Ruta, S. Francesco d’Albaro, Albergo di S. Giuliano ovvero “La Marinetta”, Sturla, Sant’Ilario, Bogliasco), nella speranza di un miglioramento delle condizioni di salute (sempre più brevi e sporadici i momenti “torinesi”). Andrò a rintracciare l’appetito su, a millecinquecento metri in Ceresole Reale; fra otto giorni. I dottori giurano (da Maragliano a Pescarolo) che la mia non è che una broncoalveolite iniziale all’apice sinistro. Infatti non ho mali di sorta: ma solo sintomi inquietanti: tosse, insonnia, febbre leggera, la saliva striata di venule sanguigne... tutti i sintomi che fanno passare la voglia di cantare cose non serie; sdegno dei retori ed unica mia delizia! (da una lettera a Giulio De Frenzi, 28 giugno 1907) Domenica parto per Ceresole Reale dove starò fino a settembre... E sapete che quest’inverno andrò probabilmente nel Sanatorium di Davos, in Isvizzera? È una cura che mi guarirà in poco tempo e sicuramente: e chi sa quali begli studi di ambiente farò, in mezzo a gente cosmopolita, tutti più ammalati di me! (da una lettera ad Amalia Guglielminetti, 3 luglio 1907) Dovevo imbarcarmi il 25 c.m. per l’America! E senza quasi toccare terra avrei proseguito per la Terra del Fuoco, Giappone, India ecc... . il “Giro del Mondo”, insomma, ma non quello in 80 giorni della mia adolescenza... Mi hanno promesso che dopo circa due anni di vita ininterrottamente marittima io ritornerò in patria sano forte per sempre. Stavo, vi dico, per partire il 25. Poi la stagione fu giudicata impropizia e m’imbarcherò, invece, il Novembre che viene. Lo credereste, è una novità che mi sbigottisce, ma non m’incanta e l’intraprendo più per la seduzione del benefizio fisico che per curiosità artistica... (da una lettera ad Amalia Guglielminetti, 20 giugno 1908) Una tappa importante del suo esilio terapeutico è rappresentata dal viaggio in India, condiviso con un amico malato come lui, Giacomo Garrone. Ipotizzato fin dal giugno del 1908, con modalità e mete diverse, più volte rinviato, soprattutto a causa dell’attacco di apoplessia che colpì la madre il 2 gennaio 1909, esso fu realizzato nella primavera del 1912.
Gozzano e Garrone con il poeta genovese Giuseppe De Paoli, pochi mesi prima di partire per l’India. Sai dunque che il mio itinerario è stabilito. Passerò l’inverno alle Isole Canarie e a primavera andrò al Brasile per godermi l’inverno di là. (da una lettera a Carlo Vallini, 29 luglio 1908) 
Tessere del "Momento" e del "Resto del Carlino". Oltre ai benefici terapeutici del viaggio, egli accenna allo “sfruttamento letterario” che ne potrà derivare e per il quale prende accordi con i giornali in qualità di corrispondente (“ai giornali [...] avevo promesso corrispondenze di tutti i generi – per avere le tessere – e non ho mandato una sola parola”). Alcuni articoli vedranno la luce a partire dal 1914 e su altre testate (“La Stampa”, “La donna”, ecc.); tutti verranno raccolti postumi dal Borgese con il titolo di Verso la cuna del mondo (1917).
“Vïaggio con le rondini stamane... .” “Dove andrà?” – “Dove andrò! Non so ... . Vïaggio, vïaggio per fuggire altro vïaggio... .” Oltre Marocco, ad isolette strane, ricche in essenze, in datteri, in banane, perdute nell’Atlantico selvaggio... . (da La signorina Felicita ovvero la Felicità, vv. 393-398) Cara Erina, credo di farti cosa grata – tu che dubiti continuamente del mio nutrimento – nel mandarti un menu campione. Immagina che questo pasto si ripete tre volte al giorno (9 del mattino, le 1 e le 7 di sera, più due the abbondantissimi alle 6 del mattino e alle 4 pom.) Garrone ingurgita tutte le 11 portate; io resto generalmente al n. 8 e salto subito al dessert. Ma credi che mi nutro e quest’Hôtel è come vitto, altitudine, verande con poltrone a sdraio, un vero sanatorium... (da una lettera alla sorella Erina, 29 marzo 1912, da Kandy – Ceylon) Vi scrivo su cartoline imbustate perché sciolte non arrivano, ma nessuna fotografia può riprodurre l’orgia di vegetazione meravigliosa che ci circonda. È un vero Eden che entusiasma anche me, così poco facile alle esaltazioni. (da una lettera alla sorella Erina, marzo 1912, da Kandy – Ceylon) 
Il poeta sotto i palmizi. 
Ceylon, Elephants. |