
Lo scrittoio del poeta.





Libri appartenuti a Gozzano.
 Volumi in omaggio, con dedica. | | Nell’opera di Gozzano continue sono le reminiscenze letterarie, prossime e lontane nel tempo e nello spazio, occultate ed esibite, sempre rese estranee alla fonte e innovate, ricreate, in un sapiente gioco di azione e reazione. Il nucleo residuo della sua biblioteca e i numerosi volumi consultati presso le biblioteche torinesi, in particolare la Biblioteca Civica, consentono di compiere un viaggio fra le tante e appassionate sue letture. Segni, sottolineature, appunti, accompagnati e garantiti da continui profili di donna, talora appena abbozzati, spesso curati nei minimi particolari, sono lì a documentare i numerosi debiti contratti con Dante e Petrarca, Leonardo da Vinci e Ugo Foscolo, Leopardi e Carducci, Pascoli e D’Annunzio, o, uscendo dai confini italiani, Goethe ed Oscar Wilde, Fabre e Figuier, De Musset e Yvette Guilbert, Açvaghosa e Omar Khàyyàm. Tu conosci la passione che io ho per le lettere; ho molto letto e molto appreso, non nelle aride aule del liceo, ma per conto mio, sollevandomi molto, lo sento, sui miei compagni che vivono nell’incoscienza della volgarità: ho molto letto e mi sono appassionato per tutti i poeti che cantarono la voluttà e la vita. (da una lettera all’amico Fausto Graziani, 5 giugno 1903) Il Quaderno dantesco e il Quaderno petrarchesco sono documenti intermedi tra il momento della lettura di un testo da parte di Gozzano e l’utilizzo dello stesso nella sua scrittura creativa; essi infatti contengono solo parte dei materiali prescelti, per di più già ammodernati, corretti e ritoccati in modo significativo e mirato. 
Rimario della “Divina Commedia”.

Quaderno dantesco. Lo stesso vale per il cosiddetto “Albo dell’officina”, che contiene spogli dall’antologia dei Poètes d’aujourd’hui di A.Van Béver e P. Léautaud (1906).

Segni di lettura sul “Canzoniere”.

Quaderno petrarchesco.

Appunti da Jammes. Numerosi gli omaggi di amici e maestri, a riprova della stima e dell’ammirazione di cui veniva fatto oggetto.
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