GUIDO GOZZANO, Colloqui con la poesia |
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Schizzo autografo per la copertina. Disegno di Filippo Omegna per il volume; a destra, la dedica e l’epigrafe, non conservate nella stampa. Copertina della “Via del rifugio”, caricatura dell’amico Golia. Autocaricatura “L’amica di nonna "Le due strade”, vv.1-12. | Ho vivissima innanzi agli occhi la scena che si svolse alla Società di Cultura la sera ch’egli vi giunse col fascio delle cartelle, in parte ritagliate da periodici e in parte manoscritte, che avrebbero dovuto costituire il primo abbozzo del libro. Stava in un gruppo festoso e ciarliero di letterati in erba l’amico Mario Vugliano, [...]. Egli afferrò quel fascio di cartelle e incominciò a leggere, mentre intorno a lui continuava la conversazione. Ad un tratto lo vediamo buttar in disparte una pagina, esclamando: “D’Annunzio! via!...”; e poco dopo una seconda: “D’Annunzio! via!...”; e poi una terza: “Carducci dannunzianizzato! via!...”; e poi altre e altre ancora, con esclamazioni consimili. Serbò un piccolo manipolo di rime, nelle quali aveva sentito l’anima sincera dell’amico suo, cioè il vero Guido Gozzano, e gli disse: “Se mi ascolti, togli le prime e pubblichi soltanto queste”. Il Gozzano l’ascoltò. Da una più ampia stesura, conservata manoscritta, Gozzano scelse, aiutato dagli amici, le poesie giovanili che confluirono nella sua prima raccolta, La via del rifugio.
La copertina del volume, richiesta in un primo tempo all’amico pittore Domenico Buratti, fu realizzata dal cugino Filippo Omegna, formatosi alla scuola di Giacomo Grosso.
Stampò un disegno di altra mano, Numerose le recensioni; a quella autorevole apparsa sul “Marzocco” a firma G. S. Gargàno ribattè ironicamente in una lettera del 3 luglio a Carlo Vallini: “Mi ha fatto soltanto un po’ sorridere l’immagine dell’astro: non so: non posso leggerla, senza vedermi travestito da divetta di caffè concerto, scollata e in gonnellino”.
Alcuni poemetti narrativi, interamenti giocati sul dialogo e su originali soluzioni metriche, segnano il distacco di Gozzano dal suo maestro, Arturo Graf, e da Gabriele D’Annunzio. È il caso dell’Amica di nonna Speranza e delle Due strade, componimenti destinati a trovare spazio anche nella seconda raccolta “Carlotta canta, Speranza suona”, disegno di Filippo megna |









