Manzoni Scrittore e lettore europeo - I Promessi Sposi. L'edizione Ferrario 1827

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Manzoni Scrittore e lettore europeo

I promessi sposi. L'edizione Ferrario 1827

 

Mentre lavorava alla seconda minuta del romanzo, il Manzoni aveva preso accordi per la stampa con il tipografo Ferrario, che era diventato l’editore della cultura romantica. L’impresa, tenuto conto del lavoro che gli avrebbe preso la correzione e il rifacimento di intere parti, non si sarebbe conclusa in pochi mesi, come certamente pensava in quella primavera del ’24 in cui si abbandonava ancora all’idea di poter partire nell’autunno per la Toscana insieme all’amico Fauriel. Avviata la composizione tipografica già nel giugno di quell’anno, il primo tomo (capitoli I-XI) sarebbe stato interamente stampato solo alla fine dell’ottobre. La data 1825 che figura in frontespizio è la prova che per i due altri tomi si sperava di poter fare più in fretta, in modo da mandarli fuori tutti e tre nell’anno successivo. Ma le cose andarono assai diversamente: il secondo, infatti, con i capitoli XII-XXIV, sarebbe stato consegnato al tipografo solo nel maggio del ’25 e terminato di stampare verso i primi di ottobre; il terzo non sarebbe stato finito che l’11 giugno 1827, benché il frontespizio porti la data dell’anno prima.
In questo tormentoso lavoro il Manzoni, ormai tutto calato nella sua idea linguistica, ricorreva di frequente, come intermediari tra il francese e il milanese (le due lingue che conosceva meglio) e il toscano, al Grand Dictionnaire dell’Alberti de Villeneuve e al Vocabolario milanese (1a ed. 1814) di Francesco Cherubini. I rapporti con la tipografia, specie nei mesi dei lunghi soggiorni a Brusuglio, e l’ardua correzione delle bozze gli erano agevolati dalla collaborazione appassionata del Grossi, del Rossari, del Cattaneo, ai quali inviava spesso biglietti scritti con quello humour che gli amici gli conoscevano soprattutto nella conversazione, o per ottenere libri da consultare, o per spedirli a introdurre sui fogli già in stampa qualche ultima correzione. L’edizione, tirata in mille esemplari, ebbe subito un successo di vendite imprevisto, e subito vennero finite anche le stampe fatte dagli altri stampatori, in Italia e all’estero, senza che al Manzoni ne venisse alcun profitto economico perché allora non vigeva nessuna legge sul diritto d’autore.

 

I Promessi Sposi, Milano, 1825 [ma 1827]

 

I Promessi Sposi, Milano, 1825 [ma 1827], t. I.
Copia presentata alla censura con l’”admittitur” e il visto del censore e data del imprimatur dello Zanatta.
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

 

Roberto Focosi, Il rapimento di Lucia, [1829], litografia

Roberto Focosi, Il rapimento di Lucia, [1829], litografia.
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

 

Corpetto di cotone a righe con spalle e maniche di panno

Corpetto di cotone a righe con spalle e maniche di panno.
Lombardia (1800).
Roma, Museo delle Arti e Tradizioni Popolari.

 

Abito giornaliero femminile. Lombardia (1800)

Abito giornaliero femminile. Lombardia (1800).
Roma, Museo delle Arti e Tradizioni Popolari.

Michele Fanolli, La partenza dei Promessi sposi, 1831, Olio su tela

Michele Fanolli, La partenza dei Promessi sposi, 1831, Olio su tela.
Padova, Museo Civico

 

Nicola Cianfanelli, Lucia ai piedi dell’Innominato, 1834

Nicola Cianfanelli, Lucia ai piedi dell’Innominato, 1834,
Olio su tela.
Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti.

 

Promessi Sposi. Bozza di stampa dell’edizione Ferrario con molte varianti autografe. Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Promessi Sposi. Bozza di stampa dell’edizione Ferrario con molte varianti autografe.
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.


Gli Sposi Promessi, seconda minuta. Stesura autografa

Gli Sposi Promessi, seconda minuta. Stesura autografa, t. I, cap. I, c.7r.
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.