HO DATO POESIA AGLI UOMINI CESARE PAVESE 1908 - 1950 - Pavese traduttore

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"HO DATO POESIA AGLI UOMINI" CESARE PAVESE 1908 - 1950

Pavese traduttore
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Registro dell’esame di laurea

Registro dell’esame di laurea

Penso che Lei ricordi con quanta passione l’anno scorso io ammirassi e studiassi le cose d’America, e questa passione è andata crescendo. Lei sa pure che qui in Italia è quasi impossibile trovare qualsiasi cosa d’americano si cerchi [...] Sono a malapena riuscito a trovare qualcosa di cui avevo bisogno per la mia tesi di laurea su Walt Whitman. (Lei non sa, sarò il primo italiano a parlare di lui distesamente e criticamente. Mi perdoni, quasi sarò io a rivelarlo all’Italia!).

Lettera ad Antonio Chiuminatto, Green Bay, Wiscounsin, (Torino) 29 novembre 1929

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. E’ un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione.

Incipit del I capitolo di Moby Dick tradotto da Cesare Pavese

Attrezzi per la caccia alla balena

Attrezzi per la caccia alla balena
 
Oltre agli indubbi meriti stilistici, la significatività del lavoro di Pavese come traduttore consiste nell’avere, insieme ad Elio Vittorini, fatto conoscere alla cultura italiana una letteratura diversa, quella americana, rappresentativa di un mondo libero e moderno.
Di fronte al chiuso orizzonte nazionale, dominato dall’ autarchia del fascismo e dalla corrente filosofica dell’idealismo, gli scrittori americani offrivano immagini di vitalità e un senso della realtà concreta e avventurosa.
I libri che venivano dall’America permettevano- scrisse Pavese- la scoperta di “una civiltà greve di tutto il passato del mondo e insieme giovane e innocente, una sorta di laboratorio” dove si cercava un modo di essere alternativo, moderno, che la situazione italiana non permetteva: da qui la nascita del “mito americano”.


Lettera a Luigi Rusca, (Torino,) 2 giugno (1937)

Egregio Signor Rusca,
eccole come Lei voleva al principio di giugno Quattrini a palate. Ho seguito scrupolosamente i consigli del Ministero cioè inglesizzato i nomi italiani, lasciato cadere gli accenni a Lenin e sovieti, cancellato o sostituito un accenno al fascismo, taciuto o tradotto con dignità wop e dago. Di ognuno di questi interventi ho segnato il luogo nel testo inglese, che Le rimando, chiudendo l’espressione, taciuta o mutata, in parentesi rosse. Così potrà vedere Lei stesso. Restano nel testo italiano il tono demagogico di tutta la storia di Mary French, il viaggio in Russia di Don Stevens e qualche altra cosetta, che – come non segnalato dal Ministero nel dattiloscritto che serbo gelosamente a mia eventuale giustificazione – non ho creduto di dover sacrificare.
Quanto al lato letterario, il lavoro è stato massacrante, ma mi lusingo di avere risolte press’a poco tutte le difficoltà di tono, ispirandomi anche a quanto avevo fatto nel 42° Parallelo.

Le avventure di Topolino, Frassinelli tipografo-editore, Torino, 1933, a cura di Antony (Antonicelli). Alla traduzione dei testi collaborò anche Pavese

Le avventure di Topolino, Frassinelli tipografo-editore, Torino, 1933, a cura di Antony (Antonicelli). Alla traduzione dei testi collaborò anche Pavese

    




Frontespizio della tesi di Laurea sulla poesia Walt Whitman

Frontespizio della tesi di Laurea sulla poesia Walt
Whitman


Herman Melville, Moby Dick o la balena, prima edizione, 1851

Herman Melville, Moby Dick o la balena, prima edizione, 1851


Frontespizio della Traduzione di Pavese, Frassinelli Tipografo-Editore, Torino 1932

Frontespizio della Traduzione
di Pavese, Frassinelli
Tipografo-Editore, Torino 1932


John Dos Passos, The 42° Parallel, prima edizione, 1930

John Dos Passos, The 42° Parallel, prima edizione, 1930


Frontespizio della traduzione di Pavese, Arnoldo Mondadori Editore, 1934

Frontespizio della traduzione di Pavese, Arnoldo Mondadori Editore, 1934

 

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