UNGARETTI. LA BIBLIOTECA DI UN NOMADE |
|
Il clima politico é quello che é: si va verso la guerra. Ungaretti deve rientrare in Italia per ottenere un titolo di studio (che si procurerà a Torino); vive a Milano dove dà ripetizioni e rivede gli amici milanesi; é richiamato alle armi; partecipa in Versilia con Pea (rientrato anche lui, nel frattempo) e con Viani e Ceccardo di Roccatagliata alla campagna interventista. Sta per cominciare la grande prova della sua vita e della sua poesia: la guerra. La poesia esploderà nel ‘16 con l’uscita, in un numero limitatissimo di copie (ottanta esemplari), del Porto sepolto, pubblicato a Udine e curato da Ettore Serra. Ungaretti intanto aveva collaborato alle riviste fiorentine: Papini gli aveva pubblicato fin dal 1915 su "Lacerba" qualche verso; anche in un numero della "Voce" del ‘16 ci sarà Ungaretti poeta. É in guerra, é fantaccino, é in trincea, con il nemico davanti in prima linea: scene di morte sono continuamente sotto i suoi occhi. | G. De Chirico, La morte del Centauro, 1909, olio su tela (Coll. Assitalia). G. A. Sartorio, Pasubio XII.III brilla alle ore V la mina nemica al dente del Pasubio, 1917, olio su cartone pressato cm 79,4x59,5. P. Dorazio, Croazia segreta, 1969, Ungaretti in divisa da soldato sul Carso. |






