UNGARETTI. LA BIBLIOTECA DI UN NOMADE - La prima guerra mondiale.

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UNGARETTI. LA BIBLIOTECA DI UN NOMADE

La prima guerra mondiale

Il clima politico é quello che é: si va verso la guerra. Ungaretti deve rientrare in Italia per ottenere un titolo di studio (che si procurerà a Torino); vive a Milano dove dà ripetizioni e rivede gli amici milanesi; é richiamato alle armi; partecipa in Versilia con Pea (rientrato anche lui, nel frattempo) e con Viani e Ceccardo di Roccatagliata alla campagna interventista. Sta per cominciare la grande prova della sua vita e della sua poesia: la guerra. La poesia esploderà nel ‘16 con l’uscita, in un numero limitatissimo di copie (ottanta esemplari), del Porto sepolto, pubblicato a Udine e curato da Ettore Serra. Ungaretti intanto aveva collaborato alle riviste fiorentine: Papini gli aveva pubblicato fin dal 1915 su "Lacerba" qualche verso; anche in un numero della "Voce" del ‘16 ci sarà Ungaretti poeta. É in guerra, é fantaccino, é in trincea, con il nemico davanti in prima linea: scene di morte sono continuamente sotto i suoi occhi.
Sotto i suoi occhi, sul Carso, é un paesaggio che ricorda molto da vicino quello del deserto: pietra, aridità, fango o sole a picco. Fango e pidocchi non sono nemici meno temibili delle raffiche dell’artiglieria austriaca. Scrive poesie di getto: le scrive su foglietti che si porta dietro nello zaino; scrive anche sui rotoli di cartone tenero che avvolgono le cartucce: adopera il lapis, par che annoti, e inizia il canto nuovo della nuova poesia italiana. Un giorno, a riposo, dietro il fronte, a Versa, incontra Serra, ufficialetto, esperto di cose letterarie, poeta anche lui, lettore della "Voce" e di "Lacerba": Serra riconosce Ungaretti; si fa dare quei versi che lo colpiscono; poi altri pochi se ne aggiungeranno; per il Natale del ‘16 esce il prezioso libretto: sono trentatré poesie; non arrivano a cinquecentoquaranta versi (nell’edizione ultima: ma assai pochi sono i ritocchi via via portati a quei versi, come é stato recentemente dimostrato dalla edizione critica dell’Allegria, la raccolta del ‘19 che comprende intatta l’edizione del Porto sepolto).

  

G. De Chirico, La morte del Centauro, 1909, olio su tela (Coll. Assitalia)

G. De Chirico, La morte del Centauro, 1909, olio su tela (Coll. Assitalia).

G. A. Sartorio, Pasubio XII.III brilla alle ore V la mina nemica al dente del Pasubio, 1917

G. A. Sartorio, Pasubio XII.III brilla alle ore V la mina nemica al dente del Pasubio, 1917, olio su cartone pressato cm 79,4x59,5.

P. Dorazio, Croazia segreta, 1969

P. Dorazio, Croazia segreta, 1969,
acquatinta a colori,
cm 43x54.

Ungaretti in divisa da soldato sul Carso

Ungaretti in divisa da soldato sul Carso.