GIORDANO BRUNO 1548 - 1600 |
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| Dopo una breve sosta a Magonza e a Würzburg, ed un primo soggiorno a Marburgo città ben presto abbandonata per i contrasti sorti con il rettore della Università Bruno si trasferisce a Wittenberg, presso la cui accademia risulta immatricolato il 20 agosto 1586. Vi si tratterrà per due anni insegnando, in qualità di docente privato, arte della memoria e commentando opere aristoteliche. Il periodo wiittenberghese forse il più sereno della sua vita fu estremamente fecondo per quanto riguarda la produzione filosofica di Bruno. Nel 1587 dà alle stampe il De lampade combinatoria Lulliana e il De progressu et lampade venatoria logicorum. Allo stesso anno risale la composizione dell’Artificium perorandi, stampato poi postumo nel 1612, delle Animadversiones circa Lampadem Lullianam e della Lampas triginta statuarum, che saranno edite, al pari dei commentari ad alcune opere fisiche di Aristotele redatti tra il 1587 e i primi mesi del 1588 nella seconda metà dell’Ottocento. Nel 1588 vede la luce il Camoeracensis acrotismus, a cui segue l’Oratio valedictoria, pronunciata da Bruno l’8 marzo 1588 davanti ai professori della Università di Wittenberg che lo avevano accolto «esule», «fuggiasco» e «privo di favore» nel 1586 e con cui si congeda dalla città. Nella primavera di quell’anno Bruno raggiungerà infatti Praga, per cercare protezione presso l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo. In questa città si tratterrà circa sei mesi, dando alle stampe il De specierum scrutinio et Lampade combinatoria Raymundi Lullii e gli Articuli adversus mathematicos, preceduti da una dedica indirizzata dal filosofo allo stesso Rodolfo II, vero e proprio manifesto a favore della libertà di critica e della tolleranza religiosa. |







