GUIDO GOZZANO, Colloqui con la poesia - L'infanzia

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 GUIDO GOZZANO, Colloqui con la poesia

L'infanzia

Atto di battesimo

Atto di battesimo.


Lapide sulla casa natale

Lapide sulla casa natale.


Lapide sulla casa natale

Massimo Mautino, il nonno materno.


Auguri di un amico per le nozze.

Auguri di un amico per le nozze.


Il padre e la madre

Il padre e la madre

 Il padre e la madre.


Guido tra la sorella Erina e uno dei due fratelli morti in tenera età.

Guido tra la sorella Erina e uno dei due fratelli morti in tenera età.

  

Io parlo sovente, forse troppo sovente della mia infanzia. Ma devo risalire a quell’origine prima, se voglio ritrovare qualche immagine fresca, qualche cosa viva e vera da raccontare. Via via che scendo verso il presente, tutto si confonde, s'illividisce, s’abbuia: la mia memoria, per una strana inversione, non conserva nitide che le impressioni remote.
(da I sandali della diva, “L’Illustrazione Italiana”, 28 marzo 1915)

Guido Gozzano nacque a Torino, in via Davide Bertolotti 2, e non ad Agliè, come per tanto tempo si è detto e scritto. Il mese, come ci terrà a sottolineare, è quello del Natale (19 dicembre 1883).

 

Un pò vecchiotta, provinciale, fresca
tuttavia d’un tal garbo parigino,
in te ritrovo me stesso bambino,
ritrovo la mia grazia fanciullesca
e mi sei cara come la fantesca
che m’ha veduto nascere, o Torino!

Tu m’hai veduto nascere, indulgesti
ai sogni del fanciullo trasognato:
tutto me stesso, tutto il mio passato
i miei ricordi più teneri e mesti
dormono in te, sepolti come vesti
sepolte in un armadio canforato.
 
L’infanzia remotissimo... la scuola...
la pubertà... la giovinezza accesa...
i pochi amori pallidi... l’attesa
delusa... il tedio che non ha parola...
la Morte e la mia Musa con sé sola,
sdegnosa, taciturna ed incompresa.
(da Torino, vv. 43-60)
 
Laudata sii. Il greve
peso dell’esser mio
nel mese che un iddio
nasceva su la neve
tu desti in luce. [...]
(da Laus Matris, vv. 45-49)

Il padre Fausto, ingegnere, aveva sposato in seconde nozze una donna con quasi vent’anni di meno, Diodata Mautino, figlia del senatore Massimo.

 

“Non dunque accetta è l’umile dimanda del vostro paggio, o bella castellana?
Combattuto ha per voi; fatto gualdana
egli ha per voi, magnifica Jolanda”.
(da Primavere romantiche, vv. 49-52)    

Entrambi i genitori erano nativi di Agliè; lì si erano incontrati recitando La partita a scacchi di Giuseppe Giacosa (impersonavano i ruoli di Jolanda e del paggio Fernando).

 

Il più atto
Adolescente forte, quadre le spalle e il busto,
irride al mio tramonto con chiari occhi sereni;
sdegna i pensieri torpidi, gli studi vani, i freni;
tempra in cimenti rudi il bel corpo robusto.
 
Il ramo è che rallevi già sullo stesso fusto
accanto al ramo spoglio, Morte che sopravvieni...
A lui vada la vita! A lui le rose, i beni,
le donne ed i piaceri! Madre Natura è giusta.  
 
Ed egli sia quell’uno felice ch’io non fui!
Questa speranza sola m’addolcirà lo strazio
del Nulla... Sulle soglie del Tempo e dello Spazio
è pur dolce conforto rivivere in altrui.
 
Senza querele, o Morte, discendo ai regni bui;
di ciò che tu mi desti, o Vita, io ti ringrazio.
Sorrido al mio fratello... Poi, rassegnato e sazio,
a lui cedo la coppa. E già mi sento lui.

Guido crebbe con una sorella maggiore, Erina, e con un fratello di dieci anni più giovane, Renato, il suo alter ego, sano e robusto.

 

Il più atto - Renato Gozzano