GUIDO GOZZANO, Colloqui con la poesia |
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Quaderno per “I colloqui”. Indice provvisorio.
“I colloqui”, copertina con disegno allegorico Salvezza, ms con dedica cassata all’attrice “Torino” e “In casa del sopravvissuto”, abbozzo “Paolo e Virginia”, titolo, appunti, vv. 67-68 e prima stampa in rivista. “I colloqui”, [II], frammenti anepigrafi. "La donna”, copertina. | Le poesie – benché indipendenti – saranno unite da un sottile filo ciclico e divise in tre parti: La raccolta “maggiore”, frutto di un lavoro triennale (dall’estate del 1907 all’autunno del 1910), risponde ad un progetto autobiografico, costruito e tenuto insieme da “un sottile filo ciclico”. Le occasioni biografiche, affidate ancora una volta alla scrittura epistolare (lettere alla Guglielminetti, al Vallini e al De Frenzi), diventano letteratura. Sempre più la sua poesia è arricchita da una straordinaria commistione di generi: lirica, narrativa, fiaba, teatro, tradizione popolare, ecc. I temi sono quelli della Vita, della Morte, dell’aridità sentimentale, del sogno, del passato.
Caro Guido, dal finestrino del vagone mentre il treno sbuffando partiva ho lasciato cadere nelle mani tese di Borgese i foglietti stampati di Paolo e Virginia che m’erano giunti poco prima all’albergo [...]. Ora attendo il giudizio per comunicartelo; il mio se lo vuoi è questo: che quella poesia è fatta con un’arte finissima, che piacerà certo anche agli eruditi, ma è una virtuosità, ed ha la freddezza del puro virtuosismo. Forse m’inganno ma ne ebbi questa impressione. Del resto può stare in compagnia delle tue miglioriper la misura perfetta e il limpido stile. La maggior parte delle poesie era già comparsa in periodici, “La Riviera Ligure”, “La donna”, “La Lettura”, ecc.
Ho abbozzato una poesia, in endecasillabi e sestine; la poesia è bella, i versi sono brutti. È un richiamo d’una cocotte che conobbi a Cornigliano Ligure, quasi vent’anni fa (del 1889: avevo cinque anni!). Era nostra vicina di casa, perché affittava pei bagni la metà della villa che si affittava noi. Ma il giardino nostro e il suo erano divisi da una cancellata: e fu attraverso le sbarre che mi abbracciò qualche volta, dicendomi “Mon petit cheri!” con un sorriso che ricordo ancora, un sorriso dove piangeva tutta la nostalgia della sua maternità insoddisfatta. Al centro dei Colloqui si colloca la ben nota Signorina Felicita, personaggio letterario che ribalta le tante donne reali incontrate dal poeta, prima fra tutte Amalia Guglielminetti. Il 1911 è un anno intenso e proficuo anche per alcuni dei suoi amici.
Sto meglio anche perché sono innamorato! Di una donna che non esiste, naturalmente!
“La Lettura”, copertine. “Il richiamo” (“Cocotte”), prima stampa in rivista. G. Gianelli, “Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino”, illustrazioni di Golia. A.Guglielminetti, “L’amante ignoto”, copertina di E. Rubino.
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