GUIDO GOZZANO, Colloqui con la poesia - I colloqui

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 GUIDO GOZZANO, Colloqui con la poesia

I colloqui

 

Quaderno per 'I colloqui'

Quaderno per “I colloqui”.


Quaderno per 'I colloqui'

Indice provvisorio.

 

'I colloqui', copertina con disegno allegorico firmato L. Bistolfi

“I colloqui”, copertina con disegno allegorico 
firmato L. Bistolfi.


Salvezza, ms con dedica cassata all’attrice Emma Gramatica e prima stampa in rivista

Salvezza, ms con dedica cassata all’attrice Emma Gramatica e prima stampa in rivista

Salvezza, ms con dedica cassata all’attrice 
Emma Gramatica e prima stampa in rivista.


'Paolo e Virginia', titolo, appunti, vv. 67-68 e prima stampa in rivista

'Torino' e 'In casa del sopravvissuto', abbozzo anepigrafo di alcuni versi

“Torino” e “In casa del sopravvissuto”, abbozzo
anepigrafo di alcuni versi.


'Paolo e Virginia', titolo, appunti, vv. 67-68 e prima stampa in rivista

“Paolo e Virginia”, titolo, appunti, vv. 67-68 e prima stampa in rivista.


'I colloqui', [II], frammenti anepigrafi

“I colloqui”, [II], frammenti anepigrafi.


'La donna', copertina

"La donna”, copertina.

     

Le poesie – benché indipendenti – saranno unite da un sottile filo ciclico e divise in tre parti:
I – Il giovenile errore: episodi di vagabondaggio sentimentale;
II – Alle soglie: adombrante qualche colloquio con la morte;
III – Il Reduce: “reduce dall’Amore e dalla Morte, gli hanno mentito le due cose belle...” e rifletterà l’animo di chi superato ogni guaio fisico e morale, si rassegna alla vita sorridendo.
[...] Le poesie che sto adunando non sono opera mia, ma della mia vita, della mia adolescenza e della mia giovinezza; io ho fatto – come ho saputo – i versi.
(dalla lettera al direttore del “Momento”, 22 ottobre 1910)

La raccolta “maggiore”,  frutto di un lavoro triennale (dall’estate del 1907 all’autunno del 1910), risponde ad un progetto autobiografico, costruito e tenuto insieme da “un sottile filo ciclico”. Le occasioni biografiche, affidate ancora una volta alla scrittura epistolare (lettere alla Guglielminetti, al Vallini e al De Frenzi), diventano letteratura. Sempre più la sua poesia è arricchita da una straordinaria commistione di generi: lirica, narrativa, fiaba, teatro, tradizione popolare, ecc. I temi sono quelli della Vita, della Morte, dell’aridità sentimentale, del sogno, del passato.

 

Caro Guido, dal finestrino del vagone mentre il treno sbuffando partiva ho lasciato cadere nelle mani tese di Borgese i foglietti stampati di Paolo e Virginia che m’erano giunti poco prima all’albergo [...]. Ora attendo il giudizio per comunicartelo; il mio se lo vuoi è questo: che quella poesia è fatta con un’arte finissima, che piacerà certo anche agli eruditi, ma è una virtuosità, ed ha la freddezza del puro virtuosismo. Forse m’inganno ma ne ebbi questa impressione. Del resto può stare in compagnia delle tue miglioriper la misura perfetta e il limpido stile.
(da una lettera di Amalia Guglielminetti, 3 settembre 1910) 

La maggior parte delle poesie era già comparsa in periodici, “La Riviera Ligure”, “La donna”, “La Lettura”, ecc.

 

Ho abbozzato una poesia, in endecasillabi e sestine; la poesia è bella, i versi sono brutti. È un richiamo d’una cocotte che conobbi a Cornigliano Ligure, quasi vent’anni fa (del 1889: avevo cinque anni!). Era nostra vicina di casa, perché affittava pei bagni la metà della villa che si affittava noi. Ma il giardino nostro e il suo erano divisi da una cancellata: e fu attraverso le sbarre che mi abbracciò qualche volta, dicendomi “Mon petit cheri!” con un sorriso che ricordo ancora, un sorriso dove piangeva tutta la nostalgia della sua maternità insoddisfatta.
(da una lettera ad Amalia Guglielminetti, 23 dicembre 1907)

Al centro dei Colloqui si colloca la ben nota Signorina Felicita, personaggio letterario che ribalta le tante donne reali incontrate dal poeta, prima fra tutte Amalia Guglielminetti.

Il 1911 è un anno intenso e proficuo anche per alcuni dei suoi amici.

 

Sto meglio anche perché sono innamorato! Di una donna che non esiste, naturalmente!
La signorina Domestica.
Una deliziosa creatura provinciale, senza cipria e senza busto, con un volto quadro e le mandibole maschie, con un nasetto camuso sparso di efelidi leggere, due occhi chiari senza sopracciglia, come nei quadri fiamminghi; non ridete, amica!
Ritroverete la mia Bella tra l’odore del caffè tostato, della lavanda, della carta da bollo e dell’inchiostro putrefatto;
[...]. È strano ch’io mi sia così cerebralmente invaghito di costei, mentre ho ancora nella retina la vostra moderna figura di raffinata. Forse è una reazione, una benefica reazione...
(da una lettera ad Amalia Guglielminetti, 12 novembre 1907)

 

'La Lettura', copertine

“La Lettura”, copertine.


'Il richiamo' ('Cocotte'), prima stampa in rivista

“Il richiamo” (“Cocotte”), prima stampa in rivista.


G. Gianelli, 'Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino', illustrazioni di Golia

G. Gianelli, “Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino”, illustrazioni di Golia.


A.Guglielminetti, 'L’amante ignoto', copertina di E. Rubino

A.Guglielminetti, “L’amante ignoto”, copertina di E. Rubino.