I libri segreti. Le biblioteche di Gabriele D'Annunzio |
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Lo Scrittoio del Monco (sulla porta d’ingresso è il calco di una mano recisa).
I libri «floreali» della biblioteca del Vittoriale. D’Annunzio ama inserire fra le pagine anche fiori e foglie come segnalibro. Ex-libris di Gabriele D’Annunzio | Già combattivo in tempo di pace, lo sarà tanto più durante la Grande guerra. Alla testa del movimento interventista, impugna poi valorosamente le armi in marina, aviazione e fanteria. Spetta perciò all’eroe di tante imprese, mutilato dell’occhio destro, l’annuncio della vittoria italiana nel cielo di Vienna con un volo deterrente che gli vale la medaglia d’oro. Il reduce glorioso fa quindi udire in tutto il mondo la protesta contro gli accordi di pace che non risarciscono all’Italia il sangue versato. Denuncia la “vittoria mutilata” nel confine orientale e con un colpo di mano occupa Fiume, “città di vita” che governerà emanandone la Costituzione in un esperimento di reggenza appoggiato all’esterno da Mussolini. Gli schedari della Biblioteca del Vittoriale. In pelle, con i colori fiumani, recano sul recto lo stemma principesco del Montenevoso, sul verso l’impresa della cornucopia con il motto «Io ho quel che ho donato» .Il motto patristico «Aliquid amplius invenies in silvis quam in libris» è lo stesso che si legge, in caratteri bronzei, nella Stanza del Mappamondo. D’Annunzio a Fiume. |








