[...] Aracoeli seppellisce perfino il ricordo delle voci e dei passi che riempiono La Storia. È un romanzo che riepiloga con un gusto amaro di vendetta e di sfida, la storia di un fallimento totale. La Morante si è congedata dal mondo con una confessione mascherata e privata, con un autodafé, con una parodia dei suoi romanzi degli anni Quaranta e Cinquanta. Sadico e tragico finché voglia, Aracoeli è un gioco segreto, uno di quei giochi senza pietà a cui ci si abbandona nel momento in cui la solitudine non ha più ritorno. |



"Di fra le palpebre socchiuse del me stesso di allora io rivedo la mammella di lei, snudata e bianca, con le sue venine azzurre e intorno al capezzolo un piccolo alone di colore arancio-rosa. È di forma tonda, non troppo grossa ma turgida, e spesso io, con le minuscole mie mani che scalpitano, la ricerco nel succhiarla, incontrando la mano di lei che me la porge, e la scopre e la ricopre nel tempo stesso..."
(pag. 11 del romanzo: l'immagine di Aracoeli che allatta Manuel viene costruita in base all'appunto riportato di seguito, rinvenuto nel manoscritto di Aracoeli).
 | | Solo, intristito, abbandonato da ogni speranza e da ogni affetto, un uomo decide di cercare rifugio, se non la salvezza, nel paese natale della madre morta da tempo. Aracoeli era il suo nome e veniva da una Spagna dimenticata da Dio e dai geografi, un luogo lontano al punto da sconfinare nella leggenda. Ora, ritrovare quel luogo, e con esso le memorie dell'infanzia sepolta, diventa lo scopo della vita, e la chiave necessaria per leggerne la cifra – perché non ogni disperazione è la fine del percorso. Non ogni fallimento è la fine della storia. (Quarta di copertina edizione 2005 distribuita con "La Stampa")

Aracoeli è l’ultimo e il più misterioso romanzo di Elsa Morante. Lo cominciò nel 1976. Aracoeli è una delle figure femminili che animano il manoscritto incompiuto Senza i conforti della religione: e in quanto alla prima donna, essa era una spagnola di nome Aracoeli Sanchez. Il narratore della vicenda, Manuele, quarantenne fallito e omosessuale infelice, [...] parte per l’Andalusia alla ricerca del luogo natale di Aracoeli e del “mistero” della propria nascita...

Durante i cinque anni di stesura di Aracoeli e le more della pubblicazione avvenuta nel novembre del 1982, tutta la resistenza fisica di Elsa Morante fu consumata da una successione maligna di infortuni e di mali. All’uscita di Aracoeli, impossibilitata a muoversi e a uscire di casa, costretta al letto tentò il suicidio, aprendo tutti i rubinetti del gas. Sopravisse in clinica fino al novembre 1985. Aveva 72 anni.(Dall’introduzione alla edizione Einaudi tascabile, 1989)

[...] la frequentazione di Sandro Penna e di Pasolini l'avrà aiutata nel redigere questo libro che non a caso si svolge come data nel presente nel novembre 1975 - mese e anno in cui fu ucciso Pasolini, appunto omosessuale di circa cinquant'anni innamorato della madre. Forse questo è stato solo casuale, per ricordare e celebrare alla sua maniera, da romanziera, la fine di un amico carissimo... (Dario Bellezza, "Paese sera", 9 novembre 1982)

Non è difficile ritrovare, nell'ultima Morante, occultata nelle peripezie romanzesche, la figura dell'Annunciazione: nella Storia, la maestrina Ida Ramundo subiva un'aggressione che era l'annuncio della nascita dell'agnello Useppe; in Aracoeli, la contadina andalusa, giovane sposa felice, giovane madre col figlio al seno, viene visitata da una forza misteriosa e sacra che uccide la maternità mentre santifica, grazie a un'abiezione che è un sacrificio, il piacere contro il ventre, la vagina (per dirla con volgarità ginecologica) contro l'utero. Siamo dinque vicini a Sade; e siamo soprattutto in presenza di una Madonna, Aracoeli, capovolta, sconsacrata, rovesciata, dalle cui estremità impiccate il manto azzurro ricasca lasciando scoperte le cosce liberate e indecenti.
(Cesare Garboli, Un libro solo, "Panorama mese") | [...] Ricordare La tempesta di Giorgione. (Il soldato di guardia è il fratello Manolo, l'eroe)

"Si direbbe in realta, all'epilogo di certi destini, che noi stessi, per una nostra legge organica, fin dall'inizio, insieme con la vita, abbiamo scelto anche il modo della nostra morte. Solo a quest'atto finale, il disegno che ciascuno di noi va tracciando col proprio vivere quotidiano, prenderà una forma coerente e compiuta, nella quale ogni atto precedente avrà spiegazione".
(Aracoeli, p.16)

| | 
I manoscritti di Aracoeli si compongono di:- 13 quaderni formato album da disegno - 3 cartelle di fogni sciolti - Il dattiloscritto dell'opera - Le bozze di stampa

| | 
| Nuova versione, iniziata il 5 febbraio 1977
| | Titolo provvisorio: Balletto [Aracoeli]
| 
Versione annullata | | 
Quartieri alti | | | | 
| | 
| Il dattiloscritto | | Le bozze
| 
| |  | I quaderni formato album su cui fu scritta la seconda stesura di Aracoeli
| | Note importanti per il corso del romanzo |

Manoscritti di Aracoeli nella vetrina della mostra “Le stanze di Elsa"
|
| | |

|