Le Stanze di Elsa - Aracoeli

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1982


M
ia madre era andalusa. Per caso, i suoi genitori portavano, di nascita, l'uno e l'altra, il medesimo congnome MUÑOZ: così che lei, secondo l'uso spagnolo, portava il doppio cognome Muñoz Muñoz.
Di nome di battesimo, si chiamava Aracoeli.

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La prima edizione Einaudi è del 1982; sulla copertina campeggia un particolare del quadro de Il Seminatore di Van Gogh.


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[...] Aracoeli seppellisce perfino il ricordo delle voci e dei passi che riempiono La Storia. È un romanzo che riepiloga con un gusto amaro di vendetta e di sfida, la storia di un fallimento totale. La Morante si è congedata dal mondo con una confessione mascherata e privata, con un autodafé, con una parodia dei suoi romanzi degli anni Quaranta e Cinquanta.
Sadico e tragico finché voglia,
Aracoeli è un gioco segreto, uno di quei giochi senza pietà a cui ci si abbandona nel momento in cui la solitudine non ha più ritorno.

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"Di fra le palpebre socchiuse del me stesso di allora io rivedo la mammella di lei, snudata e bianca, con le sue venine azzurre e intorno al capezzolo un piccolo alone di colore arancio-rosa. È di forma tonda, non troppo grossa ma turgida, e spesso io, con le minuscole mie mani che scalpitano, la ricerco nel succhiarla, incontrando la mano di lei che me la porge, e la scopre e la ricopre nel tempo stesso..."

(pag. 11 del romanzo: l'immagine di Aracoeli che allatta Manuel viene costruita in base all'appunto riportato di seguito, rinvenuto nel manoscritto di Aracoeli).


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Solo, intristito, abbandonato da ogni speranza e da ogni affetto, un uomo decide di cercare rifugio, se non la salvezza, nel paese natale della madre morta da tempo. Aracoeli era il suo nome e veniva da una Spagna dimenticata da Dio e dai geografi, un luogo lontano al punto da sconfinare nella leggenda. Ora, ritrovare quel luogo, e con esso le memorie dell'infanzia sepolta, diventa lo scopo della vita, e la chiave necessaria per leggerne  la cifra – perché non ogni disperazione è la fine del percorso.  Non ogni fallimento è la fine della storia.
(Quarta di copertina edizione 2005 distribuita con "La Stampa")

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Aracoeli è l’ultimo e il più misterioso romanzo di Elsa Morante. Lo cominciò nel 1976.
Aracoeli è una delle figure femminili che animano il manoscritto incompiuto Senza i conforti della religione: e  in quanto alla prima donna, essa era una spagnola di nome Aracoeli Sanchez.
Il narratore della vicenda, Manuele, quarantenne fallito e omosessuale infelice, [...] parte per l’Andalusia alla ricerca del luogo natale di Aracoeli e del “mistero” della propria nascita...

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Durante i cinque anni di stesura di Aracoeli e le more della pubblicazione avvenuta nel novembre del 1982, tutta la resistenza fisica di Elsa Morante fu consumata da una successione maligna di infortuni e di mali.
All’uscita di Aracoeli, impossibilitata a muoversi e a uscire di casa, costretta al letto tentò il suicidio, aprendo tutti i rubinetti del gas. Sopravisse in clinica fino al novembre 1985. Aveva 72 anni.
(Dall’introduzione alla edizione Einaudi tascabile, 1989)

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[...] la frequentazione di Sandro Penna e di Pasolini l'avrà aiutata nel redigere questo libro che non a caso si svolge come data nel presente nel novembre 1975 - mese e anno in cui fu ucciso Pasolini, appunto omosessuale di circa cinquant'anni innamorato della madre. Forse questo è stato solo casuale, per ricordare e celebrare alla sua maniera, da romanziera, la fine di un amico carissimo...
(Dario Bellezza, "Paese sera", 9 novembre 1982)

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Non è difficile ritrovare, nell'ultima Morante, occultata nelle peripezie romanzesche, la figura dell'Annunciazione: nella Storia, la maestrina Ida Ramundo subiva un'aggressione che era l'annuncio della nascita dell'agnello Useppe; in Aracoeli, la contadina andalusa, giovane sposa
felice, giovane madre col figlio al seno, viene visitata da una forza misteriosa e sacra che uccide la maternità mentre santifica, grazie a un'abiezione che è un sacrificio, il piacere contro il ventre, la vagina (per dirla con volgarità ginecologica) contro l'utero. Siamo dinque vicini a Sade; e siamo soprattutto in presenza di una Madonna, Aracoeli, capovolta, sconsacrata, rovesciata, dalle cui estremità impiccate il manto azzurro ricasca lasciando scoperte le cosce liberate e indecenti.

(Cesare Garboli, Un libro solo, "Panorama mese")
[...] Ricordare La tempesta di Giorgione. (Il soldato di guardia è il fratello Manolo, l'eroe)


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"Si direbbe in realta, all'epilogo di certi destini, che noi stessi, per una nostra legge  organica, fin dall'inizio, insieme con la vita, abbiamo scelto anche il modo della nostra morte. Solo a quest'atto finale, il disegno che ciascuno di noi va tracciando col proprio vivere quotidiano, prenderà una forma coerente e compiuta, nella quale ogni atto precedente avrà spiegazione".

(Aracoeli, p.16)  

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I manoscritti di Aracoeli si compongono di:

- 13 quaderni formato album da disegno

- 3 cartelle di fogni sciolti

- Il dattiloscritto dell'opera

- Le bozze di stampa


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Nuova versione, iniziata il 5 febbraio 1977

Titolo provvisorio: Balletto [Aracoeli]

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Versione annullata

   

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Quartieri alti

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Il dattiloscritto

Le bozze

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I quaderni formato album su cui fu scritta la seconda
stesura di Aracoeli

Note importanti per il corso del romanzo

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Manoscritti di Aracoeli nella vetrina della mostra “Le stanze di Elsa"

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