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percorso biografico   Home Page > Percorso biografico > Gli amori e gli affetti > Alessandra Benucci

Alessandra Benucci

fotografia Donna amata da Ludovico Ariosto a partire dal 1513, moglie di Tito Strozzi, discende da una famiglia fiorentina originaria di Montevarchi che aveva raggiunto un certo grado di ricchezza grazie a fiorenti attività commerciali. Il padre, Francesco di Paolo Benucci, si stabilisce a Barletta, probabilmente per ragioni di lavoro, in una fase anteriore al 1464. A Barletta sposa una certa Nuta dalla quale ha certamente due figli: Pietro, che diviene chierico, ed Alessandra. Forse ha anche un terzo figlio, Paolo, notaio della gabella della Capitanìa. E’ altamente probabile che Alessandra sia nata a Barletta, presumibilmente nel 1481. Va in sposa, appena sedicenne, al ben più attempato Tito Strozzi, nel 1497, forse in Puglia, oppure a Ferrara o Firenze. Dal 1498 fino alla morte del marito (ottobre 1515) risiede a Ferrara in contrada Santa Maria in Vado, vicino Santa Maria di Bocche, dove si trovava la dimora degli Ariosti. L’innamoramento dell’Ariosto per Alessandra è ricordato nella canzone Non so s’io potrò ben chiudere in rima Ricordiamo i vv. 23-28: ‘Dico che ‘l giorno che di voi m’accesi / non fu il primo che ‘l viso / pien di dolcezza e li real costumi / vostri mirassi affabili e cortesi, / Né che mi fosse aviso / che meglio unqua mirar non potea lumi’. Ariosto illustra la storia del suo innamoramento, iniziato in Firenze il 24 giugno del 1513, in occasione delle grandi feste in onore di San Giovanni Battista. In realtà afferma di aver amato Alessandra da prima di quella data, ed è probabile che Ludovico l’abbia conosciuta nel mondo ristretto dell’élite ferrarese o in casa dei figli di Tito Vespasiano Strozzi. L’unione tra Alessandra e l’Ariosto rimane clandestina durante il periodo (breve, in verità) in cui è in vita il marito di lei, Tito Strozzi, e conosce maggiore agio negli anni successivi fino a concludersi con un matrimonio segreto, celebrato tra il 1528 e il 1530, per evitare la rinuncia di lei all’usufrutto dell’eredità del marito e la rinuncia di Ludovico ai suoi benefici ecclesiastici.

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