titolo Ludovico Ariosto


Il commissariato della Garfagnana

L’incarico di commissario ducale della Garfagnana viene ricoperto dall’Ariosto dal 20 febbraio del 1522 al giugno del 1525, in una fase in cui la corte ferrarese non è più in grado di stipendiarlo come semplice cortigiano. Ludovico ha il suo quartier generale a Castelnuovo, nella Fortezza oggi chiamata Rocca Ariostea, precisamente nella torre di mezzogiorno da dove è possibile ammirare il paesaggio sottostante. La zona della Garfagnana, uscita stremata da lunghe contese tra Lucchesi e Fiorentini (alleati del papa), si presenta particolarmente afflitta quando il poeta assume l’incarico di commissario. Per tenere l’ordine e fare eseguire i suoi comandi Ludovico ha a disposizione solo dodici balestrieri, compreso il capitano, ai quali personalmente eroga le paghe mensili. I mezzi a disposizione sono insufficienti per la vigorosa operazione di ripristino della legge che deve essere svolta in una terra infestata dai briganti. Mentre Ludovico svolge una dura azione di repressione verso le bande organizzate, il duca di Ferrara si mostra più conciliante e arrendevole, creando spesso grandi problemi al poeta, come risulta dai carteggi. Ad accrescere il senso di isolamento di Ludovico vi è anche il comportamento del basso clero, incapace di tenere una condotta morale coerente. Il grado di esasperazione dell’Ariosto è tale che in alcune missive egli propone di distruggere, per dare un esempio, alcune chiese e canoniche. Da un punto di vista politico il commissario si deve barcamenare tra la fazione alleata degli Estensi, capitanata dai conti di Sandoninno, e la fazione seguace dei Fiorentini e del Papa, guidata dai conti Maddalena. Lo scontro termina con la vittoria dei primi sui secondi, ma l’iniziativa militare dell’Ariosto è nulla vista la modestissima dotazione militare concessagli da Ferrara. In questi anni Ludovico, alle prese anche con l’educazione del figlio Virginio, diminuisce la sua attività letteraria ma si impone come uomo di governo stimato ed ammirato, capace di conciliare umanità, rigore ed equilibrio.


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