Viaggi scientifici

J. Cook, Cartes et figures du Troisieme voyage de Cook. Parigi, 1785, tav. 63
P. S. Pallas, Voyages de M. P.S. Pallas, en differentes provinces de l’empire de Russie, et dans l’Asie septentrionale. Parigi, 1793, tome neuvieme, tav. [23r]
S. Sommier, Un’estate in Siberia : fra ostiacchi, samoiedi, sirieni, tatari, kirghisi e baskiri. Firenze, 1885, antip. [Ir]
S. Sommier, Un’estate in Siberia : fra ostiacchi, samoiedi, sirieni, tatari, kirghisi e baskiri. Firenze, 1885, p. [359]. "donna samoieda"

Il lungo periodo tra la fine del 16. e l’inizio del 20. secolo vede la grande proliferazione dei viaggi di scoperta e di esplorazione. In particolare, l’evoluzione delle tecniche di navigazione porta all’apertura di nuove rotte transoceaniche rivolte sia verso le Americhe sia verso l’Africa e l’Asia con il doppiaggio del Capo di Buona Speranza. Se i primi viaggi dopo quello di Colombo (fra i più noti quelli di Vasco da Gama  e Ferdinando Magellano) hanno come scopo principale la conoscenza geografica (con conseguente sviluppo della cartografia) e l’apertura di nuove rotte commerciali, ben presto – soprattutto a partire dal Seicento – i viaggi di scoperta cominciano ad annoverare tra i componenti delle varie spedizioni anche medici, naturalisti e spesso disegnatori e pittori chiamati a documentare visivamente i paesaggi incontrati e gli esemplari vegetali ed animali di specie esotiche fino ad allora poco note o del tutto sconosciute. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento la nascita e il rapido sviluppo della fotografia porteranno ad un sempre maggiore uso della stessa a discapito di disegno e pittura che comunque - specialmente per quanto riguarda il disegno scientifico di animali e, soprattutto, piante – non verranno mai abbandonate. In queste opere il rigore scientifico della trattazione si accompagna spesso alla piacevolezza della narrazione, in particolare per quanto riguarda la descrizione dei luoghi visitati e l’incontro con popolazioni, usi e costumi assai diversi da quelli dei narratori.