Fondo Domus Galilaeana
Il fondo Domus Galilaeana fu ceduto in deposito alla Domus omonima dalla Biblioteca Universitaria di Pisa nel 1943, su proposta dell’allora presidente sen. Giovanni Gentile; coordinatori del progetto furono il direttore prof. Sebastiano Timpanaro e l’ispettore superiore dott. Giulio Volpini, coadiuvati dalla direttrice della Biblioteca Cesarina Pacchi. Il gruppo di lavoro operò una scrematura della proposta iniziale, escludendo dal trasferimento opere appartenenti a collezioni non frazionabili, libri provenienti da donazioni vincolate, miscellanee rilegate, testi di frequente consultazione o di carattere bibliografico. Il patrimonio bibliografico destinato alla Domus, con sede nel Palazzo della Specola già sede della Biblioteca Universitaria dal 1742 al 1823, era composto da 460 volumi, sia opere a stampa che manoscritte; il fondo si trovava al primo piano del Palazzo, entro una libreria recante la dicitura “R. Biblioteca Universitaria di Pisa – Sezione Galileiana”. Di recente il fondo, recuperato dalla Biblioteca, è stato sottoposto ad una campagna di digitalizzazione volta a valorizzare ulteriormente la figura di G. Galilei. Attualmente il patrimonio è costituito da 75 manoscritti e 280 opere a stampa, ed è strettamente collegato alla figura di Galileo e in generale a tematiche di carattere scientifico. Il fondo manoscritto della Domus contiene anche gli scritti autografi del padre camaldolese Guido Grandi, grande conoscitore dell’opera dello scienziato pisano. Le opere a stampa risalgono ad un periodo compreso tra l’inizio del XVII e la metà del XIX secolo con poche incursioni in pieno Novecento; alcune edizioni sono molto rare e contengono note di possesso che le rendono esemplari unici. L’attuale progetto di digitalizzazione riunisce virtualmente un patrimonio di argomento omogeneo, mirando a raggiungere gli obiettivi di integrazione delle risorse prefissati dalla Biblioteca e a rendere fruibile agli utenti opere di altissimo valore culturale e scientifico.





