Fondo Domus Galilaeana

Guido Grandi, Elementi di geometria, carta 5v
Guido Grandi, Elementi di geometria, carta 1r
Lettera di Galileo a Paolo Sarpi, 1604, carta 1r
G. Galilei, Sidereus nuncius magna, longeque admiralia spectacula pandens, suspiciendaque proponens vnicuique, praesertim verò philosophis, atque astronomis, ... Venezia, 1610

Il fondo Domus Galilaeana fu ceduto in deposito alla Domus omonima dalla Biblioteca Universitaria di Pisa nel 1943, su proposta dell’allora presidente sen. Giovanni Gentile; coordinatori del progetto furono il direttore prof. Sebastiano Timpanaro e l’ispettore superiore dott. Giulio Volpini, coadiuvati dalla direttrice della Biblioteca Cesarina Pacchi. Il gruppo di lavoro operò una scrematura della proposta iniziale, escludendo dal trasferimento opere appartenenti a collezioni non frazionabili, libri provenienti da donazioni vincolate, miscellanee rilegate, testi di frequente consultazione o di carattere bibliografico. Il patrimonio bibliografico destinato alla Domus, con sede nel Palazzo della Specola già sede della Biblioteca Universitaria dal 1742 al 1823, era composto da 460 volumi, sia opere a stampa che manoscritte; il fondo si trovava al primo piano del Palazzo, entro una libreria recante la dicitura “R. Biblioteca Universitaria di Pisa – Sezione Galileiana”. Di recente il fondo, recuperato dalla Biblioteca, è stato sottoposto ad una campagna di digitalizzazione volta a valorizzare ulteriormente la figura di G. Galilei. Attualmente il patrimonio è costituito da 75 manoscritti e 280 opere a stampa, ed è strettamente collegato alla figura di Galileo e in generale a tematiche di carattere scientifico. Il fondo manoscritto della Domus contiene anche gli scritti autografi del padre camaldolese Guido Grandi, grande conoscitore dell’opera dello scienziato pisano. Le opere a stampa risalgono ad un periodo compreso tra l’inizio del XVII e la metà del XIX secolo con poche incursioni in pieno Novecento; alcune edizioni sono molto rare e contengono note di possesso che le rendono esemplari unici. L’attuale progetto di digitalizzazione riunisce virtualmente un patrimonio di argomento omogeneo, mirando a raggiungere gli obiettivi di integrazione delle risorse prefissati dalla Biblioteca e a rendere fruibile agli utenti opere di altissimo valore culturale e scientifico.