Fondo della Famiglia Massimo
I Massimo sono un’importante famiglia romana vissuta nel rione Parione tra Sant’Andrea della Valle e piazza Navona. Nel 1882 il principe Camillo X Carlo Alberto Massimo (1836-1921) decide di alienare la sua biblioteca costituita da più di 10000 volumi che aveva sede in sette stanze del Palazzo Massimo alle Colonne e che raccoglieva una parte dei preziosi manoscritti e incunaboli che un tempo erano appartenuti al cardinale Camillo II Carlo Massimo (1620-1677) e quelli che lo stesso principe Carlo Alberto, come prima di lui suo padre Camillo IX Vittorio (1803-1873), avevano acquistato nelle aste pubbliche e dai librai antiquari di Roma e all’estero. La raccolta aveva un carattere prevalentemente storico dove accanto a documenti di natura più archivistica, relativi alla vita civile e religiosa, compaiono studi di carattere archeologico antiquario con particolare riguardo alla città di Roma.
La biblioteca della famiglia Massimo fu acquistata il 23 marzo 1882 dal prof. Achille Gennarelli e poi rivenduta ai librai napoletani Cioffi. Dopo il lavoro di una prima Commissione per il materiale a stampa che portò nel marzo del 1883 all’acquisto di 158 volumi che vennero segnati nel registro cronologico d’ingresso della Biblioteca Angelica con provenienza dal libraio Cioffi, il Ministero della Pubblica Istruzione affidò a una seconda Commissione l’incarico di fare la stima dei manoscritti della biblioteca Massimo e valutare cosa acquistare. Alla data del 30 luglio del 1884 compaiono così sul registro d’ingresso della Biblioteca Angelica 183 volumi manoscritti di provenienza dal libraio Cioffi.
I documenti manoscritti e a stampa provenienti dalla famiglia Massimo vennero inseriti nelle collezioni angelicane senza che ne fosse in qualche modo evidenziata la provenienza. Ciò ha reso lungo e difficile il loro censimento.





