Manoscritti di Santa Maria del Popolo
La collezione comprende 83 manoscritti appartenuti alla biblioteca del convento agostiniano di Santa Maria del Popolo trasferiti per motivi di sicurezza in Angelica nel 1849 durante i disordini derivati dall’instaurazione della Repubblica Romana, passati al demanio in seguito all’emanazione della Legge di soppressione delle Corporazioni religiose di Roma del 1873 e infine fusi con il patrimonio dell’Angelica.
Nel 1849, al loro arrivo in Biblioteca Angelica, i manoscritti di Santa Maria del Popolo, nessuno posteriore al secolo XV, furono collocati in blocco in una scansia contrassegnata dalla lettera F come dimostrano le antiche segnature progressive da F.1.1 a F.6.15. Con il primo direttore laico Ettore Novelli, i volumi manoscritti dell’Angelica ricevettero una nuova segnatura numerica e progressiva e a quelli di Santa Maria del Popolo vennero assegnate le attuali collocazioni consecutive dal numero 524 al 603 e i numeri 1962, 1963 e 1965. Questi ultimi tre codici, nonostante la loro appartenenza al gruppo di Santa Maria del Popolo sia confermata dalle note di possesso, non presentano l’antica segnatura alfanumerica.
Tra i donatori dei libri si trovano personaggi quali l’arcivescovo di Taranto Marino Orsini o l’avvocato concistoriale Battista Brendi. Il nucleo forse più ingente e prezioso è quello costituito da parte dei volumi di Niccolò di Cattaro, vescovo di Modruš, confluito a Santa Maria del Popolo per volere di Sisto IV.
La collezione digitale comprende 43 manoscritti.





