La stampa urbinate tra XV e XIX secolo nella Biblioteca Universitaria di Urbino

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L’arte tipografica urbinate si sviluppò tra il XVI e il XIX secolo, si è caratterizzata per una produzione raffinata e di alta qualità. La Biblioteca Universitaria di Urbino conserva oltre 600 documenti a stampa antichi, testimoniando la ricca tradizione editoriale del Ducato e della città. Le edizioni urbinati si distinsero per la qualità tecnica ed estetica, con impaginazioni sobrie ed eleganti.

Uno dei primi esempi di stampa nel Ducato di Urbino è la Funebris Oratio pro Baptista Sphortia di Antonio Campano stampato a Cagli nel 1476. Quella della tipografia di Cagli fu un’esperienza isolata, infatti l’attività tipografica riprende nel ducato quasi un secolo dopo, grazie all’opera di  Federico Commandino, illustre matematico urbinate, che impiantò una tipografia presso la sua abitazione insieme allo stampatore Domenico Frisolino dove venne pubblicata nel 1575 un’edizione De gli Elementi di Euclide, in lingua volgare, curata dallo stesso Commandino. Nei secoli successivi l’attività tipografica nella città di Urbino è costante e raffinata grazie a tipografi come Antonio Fantauzzi, che elevò la qualità della stampa locale rendendola nota in tutta Italia, e Girolamo Mainardi tra le cui opere più prestigiose si annoverano l’edizione della Gerusalemme liberata del Tasso del 1735 e le Comoediae di Terenzio del 1736. Oltre alle grandi opere letterarie e scientifiche, la tipografia urbinate produsse anche una notevole quantità di stampa effimera come editti, bandi, manifesti e fogli volanti, destinati alla comunicazione pubblica e alla regolamentazione della vita cittadina, insieme a componimenti d’occasione, come orazioni, madrigali e sonetti, spesso dedicati ai membri di famiglie nobiliari ed ecclesiastiche locali.