Biblioteca comunale Mozzi Borgetti

La sede
Sala specchi
Sale antiche
Interno - volta

La Biblioteca Mozzi Borgetti ha la sua origine nel palazzo maceratese in cui, fin dal 1561, era presente ed attiva una scuola gesuitica.

L’idea di fondare una biblioteca civica per Macerata, sede universitaria dal 1540, sorse nel 1773, anno in cui papa Clemente XIV, avendo soppresso l’ordine dei Gesuiti, rese di fatto disponibile una sede adatta. L’impulso decisivo fu dato dai Cardinali Marefoschi e Pallotta.

Il patrimonio iniziale erano i libri dei gesuiti stessi, che al primo censimento del 1787 risultarono essere circa 1400.

I lavori di preparazione delle stanze e di inventariazione dei volumi, durati 14 anni, furono seguiti da Bartolomeo Mozzi, che ancora in vita, donò anche la sua cospicua collezione di libri di materia scientifica. La biblioteca aprì ufficialmente il 31 marzo 1787.

Successivamente vi furono numerose donazioni, come quella di Francesco Mornati, avvocato rotale, del padre domenicano Tommaso Maria Borgetti, dello storico dell’arte Amico Ricci.

La biblioteca, inizialmente denominata Mozziana, fu presto affiancata da un’altra, denominata Borgettiana, la cui costituzione fu la sola condizione posta da padre Tommaso Maria Borgetti per il dono, ancora in vita, del suo patrimonio personale e dei suoi circa 7000 volumi.

Nel 1855, dopo la morte di padre Borgetti, le due biblioteche furono fuse in una sola che assunse l’attuale denominazione.

Nel 1935 fu acquisita la biblioteca della famiglia Castiglioni di Cingoli, composta da circa 17.000 volumi.

Attualmente la Mozzi Borgetti è una delle maggiori biblioteche delle Marche e il suo patrimonio è di oltre 400.000 volumi. Possiede circa 10.000 manoscritti, tra cui diversi codici miniati, 300 incunaboli ed oltre 4500 edizioni del secolo XVI. Custodisce inoltre una fototeca di oltre 30.000 immagini.

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