Biblioteca Apulia

Biblioteca Pernix Apulia
Biblioteca Pernix Apulia
Biblioteca Pernix Apulia
Biblioteca Pernix Apulia

La costituzione della Biblioteca Apulia si deve alla cultura e sensibilità di Eugenio Selvaggi, editore fecondo sul territorio locale e nazionale a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La Biblioteca Apulia fu istituita nel 1909 all’interno del Palazzo Selvaggi in Manduria, dopo che Eugenio Selvaggi recuperò, nella casa paterna di Martina Franca, un fondo di dotti avi, un piccolo patrimonio librario in parte derivante dall’eredità di don Gaspare Selvaggi, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli dal 1848 al 1856. In virtù della sua intensa attività culturale, in particolare con la pubblicazione delle riviste Il Bibliografo (1905-1907) e Apulia (1910-1914), Selvaggi arricchì sensibilmente il capitale librario della Biblioteca. Da una prima ricognizione dell’intero patrimonio è emersa la presenza di circa 245 testi antichi, di cui 6 cinquecentine, 23 seicentine e 111 settecentine. Altrettanto degna di nota è la sezione cosiddetta “Fondo Locale” della biblioteca, nella quale sono raccolti testi e pubblicazioni riguardanti la storia, la cultura e le tradizioni della regione Puglia e/o scritti da autori pugliesi. Questi rivestono un’importanza unica anche per le note di possesso e le annotazioni manoscritte di alcuni tra i più rilevanti esponenti della cultura di Terra d’Otranto, come, ad esempio, Cosimo De Giorgi e il poeta manduriano Giuseppe Gigli. Il Selvaggi, infatti, era entrato in possesso di una parte della loro biblioteca privata, comprendente manoscritti e opere ricevute in dono in genere dagli autori. All’interno della biblioteca è presente anche una piccola emeroteca, nella quale sono attestate la maggior parte delle tipografie locali, soprattutto leccesi, molto attive tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900. La biblioteca, infine, conserva in un piccolo vano una raccolta fotografica e un archivio di documenti, tra i quali spicca una copia del Libro rosso della Università di Lecce, rilegato dalla Legatoria Bordone e Figli di Lecce nel 1906. 

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