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Prima di ottenere il commissariato ducale della Garfagnana, Ariosto viene incaricato dal duca Alfonso I di effettuare due missioni a Firenze, presso i Medici. La scelta di Ludovico è dovuta ai rapporti personali che il poeta intrattiene con la famiglia medicea. La prima ambasceria è del febbraio 1519, la seconda del maggio dello stesso anno. Durante la missione invernale, svoltasi tra il 21 febbraio e il 2 marzo, Ludovico avrebbe dovuto incontrare Lorenzo di Piero de’ Medici, duca d’Urbino, in cattive condizioni di salute, per portargli i saluti e le premure del duca di Ferrara. Ma proprio la gravità delle condizioni del duca costringe Ludovico a ‘ripiegare’ sul cardinale Giulio de’ Medici (futuro papa Clemente VII) che, in qualità di segretario del cugino duca, svolge una funzione di intermediazione. Il secondo mandato, invece, gli viene affidato per la morte di Maddalena de la Tour d’Auvergne, moglie di Lorenzo di Piero. Ludovico giunge a Firenze il 4 maggio in serata e trova che anche Lorenzo era morto nella mattinata. La natura della missione viene modificata in corso d’opera e il duca Alfonso I dà all’Ariosto l’incarico di rappresentarlo anche ai funerali del Duca e a tutte le visite di condoglianza, e di presentare al cardinale Giulio de’ Medici le nuove credenziali di ambasciatore. Ludovico si fa portatore del tentativo estense di influenzare il papa mediceo Leone X attraverso l’appoggio immediato dato a Giulio de’ Medici nella successione a Lorenzo duca d’Urbino. Ludovico riferisce al duca Alfonso dell’insofferenza dei fiorentini nei confronti del giogo mediceo e sembra così anticipare il duro giudizio che darà nella Satira IV proprio di Lorenzo duca d’Urbino, detto Laurino: "Laurin si fa de la sua patria capo / et in privato il pubblico converte; / tre ne confina, a sei ne taglia il capo, / comicia volpe, indi con forze aperte / esce leon, poi ch’ha ‘l popul sedutto / con licenze, con doni e con offerte" (vv. 94-99).
Firenze, Cappelle medicee |
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