titolo Ludovico Ariosto

Il ritorno a Mantova

Nel settembre del 1499 le truppe di Luigi XII re di Francia sconfiggono Ludovico il Moro che, obbligato ad abbandonare Milano, si rifugia a Ferrara. Il tracollo del dominio sforzesco, a pochi mesi di stanza dalla morte del padre Cristoforo, segna una brusca svolta nella vita di Castiglione, che è costretto a lasciare la città, interrompere una brillante stagione di studi e relazioni, e rientrare in patria. Qui, grazie ai buoni uffici e alle raccomandazioni della madre Aloisia, viene chiamato al servizio del marchese Francesco Gonzaga: ma il giovane gentiluomo non poté che constatare il contrasto tra gli splendori (effimeri) della grande corte sforzesca e la parsimoniosa modestia di quella dei Gonzaga.

Nell’ottobre seguente, al seguito del suo signore, Castiglione si reca incontro al vittorioso sovrano giunto a Pavia, e poi assiste all’ingresso dei soldati francesi a Milano. In una lettera al cognato Giacomo Boschetto, datata 8 ottobre 1499, racconta l’omaggio e gli onori che i principi italiani lì convenuti, tra cui il marchese di Mantova Francesco Gonzaga, Cesare Borgia il Valentino, e il duca di Ferrara Ercole d’Este, rendono a Luigi XII. La missiva registra la perplessità del futuro autore del Cortegiano, colpito dallo spettacolo dei principi italiani pieni di zelo nel corteggiare l’invasore straniero, per compiacerlo, guadagnarne i favori e mettersi il più lucrosamente possibile ai suoi servizi.

A Mantova il marchese affida a Castiglione modesti compiti militari e diplomatici. A partire dal gennaio del 1500 assume la carica di commissario nella fortezza di Castiglione Mantovano, verso il confine veronese, allora minacciato dagli uomini di Ludovico Sforza.


La fede battesimale dell’Ariosto, da M. Catalano, Vita di Ludovico Ariosto ricostruita su nuovi documenti, vol. I, Genève, L. Olschki, 1930-1931, p. 39

Castello di Blois (Francia): la statua equestre di Luigi XII sul portale di ingresso

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