titolo Ludovico Ariosto

A Luigia Pallavicini caduta da cavallo

L’ode fu pubblicata per la prima volta all’interno di una raccolta di poesie, l’Omaggio a Luigia Pallavicini, edito nell’anno VIII (settembre 1799 - settembre 1800), probabilmente nella primavera del 1800, presso la Stamperia Frugoni a Genova. L’opuscolo raccoglieva delle poesie scritte da un gruppo di patrioti in esilio a Genova e dedicate alla marchesa Luigia Ferrari Pallavicino che era stata vittima di un incidente a cavallo. Foscolo era giunto a Genova dopo il 10 luglio 1799; il grave incidente che aveva minato la bellezza della dama genovese era accaduto poco prima; l’ode può quindi essere stata composta nei primi tempi del soggiorno genovese, prima della partenza dello scrittore per Nizza avvenuta nel novembre dello stesso anno, oppure dopo il ritorno nella città ligure avvenuto nel marzo del 1800. Successivamente l’ode compare, con notevoli correzioni, nelle edizioni di Poesie pubblicate a Pisa e a Milano.

L’ode consta di diciotto strofe di sei settenari, il secondo e il quarto sdruccioli e gli ultimi due a rima baciata; nella interpretazione in senso aulico del genere dell’ode, lontano dalle soluzioni più musicali diffuse nel Settecento, è evidente il debito di Foscolo nei confronti della lezione di Parini, le cui odi erano state pubblicate nel 1791. La poesia è divisa in tre parti: nelle prime sei strofe vengono rievocati momenti gioiosi della vita della dama prima dell’incidente; segue una strofa di raccordo in cui viene deplorata la scelta della marchesa di dedicarsi a un’attività virile come il cavallo; viene poi descritto, fino alla tredicesima strofa, l’incidente, e nella conclusione il poeta augura alla donna la guarigione e il ritorno all’antica bellezza. L’ode è impreziosita da riferimenti mitologici e da una lingua tendente al sublime, intessuta di figure retoriche e di scelte lessicali particolarmente ricercate.


La fede battesimale dell’Ariosto, da M. Catalano, Vita di Ludovico Ariosto ricostruita su nuovi documenti, vol. I, Genève, L. Olschki, 1930-1931, p. 39

E. M. Falconnet, Bagnante, 1757, Parigi, Museo del Louvre

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