I nomi assegnati ai novellatori della brigata sono degli evidenti senhal, tra i quali ritornano i nominativi di alcuni dei protagonisti di precedenti opere boccacciane. Fiammetta (l’“ardente”) è l’eroina dell’omonima Elegia, ma è anche l’amante delle liriche napoletane, la cui supposta ascendenza regale, qualora si trattasse di Maria d’Aquino, figlia illegittima di re Roberto, alimenterebbe un mito letterario, costruito con dovizia da Boccaccio. È lei la committente del Filocolo, la dedicataria del Teseida e dell’Amorosa visione, dove è ricordata allusivamente tra le dame del trionfo d’amore. Il nome della donna si lega a quello di Caleon, probabile pseudonimo di Boccaccio, nel Filocolo, dove il giovane membro della cerchia aristocratica partenopea impegnata nel gioco della corte d’amore elogia l’amata; nella Comedia delle ninfe fiorentine è invece Fiammetta a confessare il suo amore per Caleon. Se Filomena (l’“amata”) è salutata come dedicataria del Filostrato, Emilia è la donna contesa del Teseida e Pampinea (la “rigogliosa”) è tra i personaggi dell’Ameto e del Buccolicum carmen, con Lauretta, Neifile (la “nuova d’amore”) ed Elissa l’allusione onomastica si vela di encomio nel ricordo rispettivamente dell’amata di Petrarca, della pargoletta dantesca e della virgiliana Didone. Anche i nomi dei novellatori maschili della brigata rappresentano delle evidenti spie, ricche di richiami intratestuali. Panfilo (il “tutto amore”) è apprezzato novellatore della Fiammetta, Filostrato (il “vinto d’amore”) è pseudonimo dell’autore e titolo del poemetto omonimo mentre Dioneo (il “venereo”) appare già caratterialmente connotato nell’Ameto e nella Mavortis milex come soggetto gaudente e incline alla lascivia[1].
[1]C. Muscetta, Boccaccio, Bari 19862, pp. 164-165.