titolo Ludovico Ariosto

Fede religiosa

S’io ben mi rammento, quando in Bologna al Santo Ufficio m’appresentai, confessai a l’Inquisitore ch’io come filosofo era stato dubbio nell’immortalità de l’anima, ne la creazion del mondo, e in alcune altre cose [...] scrivendo a l’imperatore io ho detto d’aver ebraizzato, e di non avere creduto a l’autorità del papa, e d’essere stato in molte cose non più inclinato a le opinioni de’ cattolici che de’ luterani

[...]

E certo, come ch’io non nieghi d’essere stato dubbio se ne l’ostia fosse realmente il corpo di Cristo, niuna autorità di Scrittura, che da gli scrittori eretici sia addotta (i quali io non lessi mai) me ne faceva star dubbio; ma quelle medesime cagioni per quali io de la creazion del mondo, de l’immortalità de l’anima, e del l’onnipotenza assoluta di Dio alcuna volta dubitava (T. Tasso, Le lettere, a cura di C. Guasti, 5 voll., Firenze, Le Monnier, 1852-55, vol. II, 83, 91).

Così il Tasso scriveva a Giacomo Boncompagni nel maggio 1580, pochi mesi dopo l’inizio della sua prigionia, cercando di spiegare sia le sue ragioni di dubbio, quelle che lo avevano condotto all’autodenuncia all’Inquisizione, sia l’insieme di eventi che avevano condotto alla prigionia di Sant’Anna. Come si intende anche da diversi passaggi dei dialoghi, la perplessità tassiana si radicava nelle pagine dei testi filosofici letti sin dai primi anni, si nutriva cioè delle dottrine platoniche ed aristoteliche rapportate ad alcuni punti cruciali della fede cristiana. La serie cospicua di letture teologiche che caratterizza l’ultimo decennio di vita del poeta, oltre che un ripiegamento interiore che si fa luce progressivamente nell’epistolario, sembrano indicare l’anelito a ricomporre entro una visione religiosa quei dubbi. Si tratta di una religiosità complessa, da studiare con attenzione appunto sulle lettere e sulle opere del Tasso; cosicché ad alcuni studi recenti che offrono l’immagine di un Tasso collocato su posizioni eterodosse (D. Chiodo, Torquato Tasso poeta gentile, Bergamo, 1998; A. Corsaro, Percorsi dell'incredulità. Religione, amore, natura nel primo Tasso, Roma, Salerno editrice, 2003) converrà accostare la porzione di scritture sacre degli ultimi anni, dalle rime sacre all’impegnativo affresco del Mondo creato.


La fede battesimale dell’Ariosto, da M. Catalano, Vita di Ludovico Ariosto ricostruita su nuovi documenti, vol. I, Genève, L. Olschki, 1930-1931, p. 39

Tintoretto, Tancredi battezza Clorinda, Houston, Museum of Fine Arts

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