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Percorso biografico > La fine nella Roma degli Aldobrandini > Il Mondo creato
Il Mondo creato
Accanto alla Gerusalemme Conquistata, il Mondo creato rappresenta la più impegnativa prova del Tasso nella stagione successiva a Sant’Anna. Mentre risulta dubbia la versione fantasiosa di Giovan Battista Manso che raccontava di un poema nato a margine di conversazioni napoletane, è verosimile che la stesura abbia preso avvio sin dal 1590 e che si sia protratta nel tempo, dando espressione alla progressiva centralità dei temi e degli studi religiosi nel poeta degli ultimi anni. Il Tasso conosceva il precedente della Création du monde del poeta francese Du Bartas, ma nel mettere in versi il racconto della Genesi si indirizzò soprattutto sulle versioni dei padri della Chiesa, Ambrogio e Basilio, aggiungendo una messe assai ampia di altre letture sacre, da San Tommaso allo Pseudo-Dionigi, da Gregorio di Nazianzo ad Agostino, oltre alle fonti di ambito “naturalistico”, da Aristotele ai trattatisti contemporanei. Un prezioso manoscritto, conservato nella Biblioteca Palatina di Parma, e copiato da Angelo Ingegneri, ma con postille autografe del Tasso riporta costantemente accanto ai versi le fonti impiegate dal poeta, formando un’immagine impressionante tanto della cultura sacra accumulata quanto della stratificazione di testi che anticipava e spesso condizionava la composizione. E tuttavia il Mondo creato non si esaurisce in uno sfoggio di erudizione ma, nel raccontare puntualmente i passaggi della creazione, nel ripercorrere le meraviglie e l’ordine complesso instaurato da Dio nell’universo (dai cieli alle stagioni, dagli animali alle erbe), nel raffigurare la debolezza dell’uomo a fronte della potenza divina, dà voce ad una visione ripiegata ed intimamente religiosa.
 
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