titolo Ludovico Ariosto

Il giudizio degli amici

Nel lavoro d’equipe che accompagnò la scrittura e riscrittura del romanzo ebbero notevole importanza le postille al manoscritto di due fra gli amici più sensibili in materia di giudizi letterari: Claude Fauriel ed Ermes Visconti. Con l’autorevole letterato francese era da tempo in corso un carteggio nel quale Manzoni gli aveva chiarito le proprie idee sul romanzo storico e lo aveva informato dei vari progressi nella composizione. Prima che Manzoni si accingesse al rifacimento del Fermo e Lucia, nel novembre del 1823 il Fauriel giunse a Milano, in compagnia della ventinovenne Mary Mohl-Clarke, la nuova compagna dopo Sophie de Condorcet. Con la presenza del Fauriel la casa di via del Morone si rianimò di nuova vita, per la simpatia che egli riscuoteva presso la famiglia Manzoni (soprattutto presso l’adolescente Giulietta) e per l’apporto che egli poté dare alle conversazioni serali in compagnia dell’affiatato gruppo degli amici milanesi. Il Fauriel, che aveva letto tutto il romanzo, ne postillò (discretamente, a matita) solo i primi otto capitoli, consigliando allo scrittore di sopprimere il lungo episodio della monaca di Monza: incontrandosi così con l’analogo giudizio negativo sulla torbida storia espresso da monsignor Luigi Tosi, il padre spirituale dei coniugi Manzoni, sempre preoccupato della salute morale di Alessandro. Ermes Visconti, amico del Manzoni dal tempo del collegio e intellettuale romantico fra i più rappresentativi; postillò con cura (a penna) tutto il resto del libro, intervenendo spesso con note spiritose a segnalare i passi da togliere o modificare. Le sue osservazioni erano orientate verso il trattamento realistico e verosimile dei personaggi, secondo una poetica che del resto Manzoni aveva ben chiarito nella Lettre allo Chauvet. Visconti, ad esempio, consigliò di anticipare il turbamento interiore del Conte del Sagrato (divenuto poi l’Innominato) all’incontro con Don Rodrigo (quando questo viene a chiedergli di rapire Lucia) in  modo da rendere più attendibile lo sviluppo psicologico che porta il brigante alla conversione. Lo scrittore gli diede ascolto, come in tanti altri casi.


La fede battesimale dell’Ariosto, da M. Catalano, Vita di Ludovico Ariosto ricostruita su nuovi documenti, vol. I, Genève, L. Olschki, 1930-1931, p. 39

Feodor Antonovic Bruni, Ritratto di Ermes Visconti,  in “…parlar di te e dei nostri carissimi”. Manzoni e Grossi, 1827,  a cura di G. Gaspari, Milano, CNSM, 2004, p. 29.

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