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Claude Fauriel
Interlocutore fra i più importanti e autorevoli del Manzoni nel dialogo che questi intesseva con la Francia illuministica e romantica, Claude Fauriel (1772-1844) fu uno dei maggiori esponenti del gruppo parigino degli Idéologues e fu un brillante animatore del salotto letterario di Sophie de Condorcet (della quale era compagno), dove si incontravano i più celebri letterati del tempo, da Benjamin Constant a François Guizot, allo Chateaubriand, a M.me de Staël. Filologo e linguista, conobbe molte lingue e dialetti, antichi e moderni. Fu uno storico di talento, molto interessato alla storia dell’Europa medievale e romanza. Come quella del Manzoni, peraltro, la sua visione del Medioevo tendeva a distinguersi da quella diffusa negli ambienti romantici, e si orientava verso una smitizzazione di figure esageratamente celebrate (come quella di Carlo Magno entusiasticamente valorizzata dal tedesco Friedrich Schlegel). Fu anche un cultore del folklore: nel 1824 pubblicò una raccolta di Canti popolari della Grecia Moderna. Le opere da lui pubblicate corrispondono solo in parte ai tanti progetti di studi dei quali parlava al Manzoni e che poi rimasero irrealizzati. Nel 1811 egli tradusse l’idillio A Parteneide del danese Jens Baggesen, un testo che anche Manzoni fu invitato a tradurre. Del 1823 è la traduzione in francese del Conte di Carmagnola. Più tardi, negli anni Trenta, pubblicò uno studio sull’origine delle epopee cavalleresche e una storia della Gallia meridionale sotto il dominio dei germani. Postumi usirono la Storia della poesia provenzale e altri lavori di storia e critica letteraria, come gli Studi su Dante. La testimonianza più efficace del sodalizio di amicizia e di cultura che legava il Fauriel al Manzoni è affidata al ricco carteggio intercorso fra i due, a partire dal 1806. La sede degli incontri fra i due amici fu principalmente Parigi, ma nel 1824 Fauriel soggiornò a Milano, in casa Manzoni, ripartendone l’anno successivo. Fu una partenza improvvisa e alquanto misteriosa, che segnò l’inizio di un progressivo affievolirsi di un’amicizia tanto solida.
 
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