LIEGI

Liegi fu una delle città che Petrarca, inviato dal cardinale Giovanni Colonna, toccò durante il viaggio nel nord Europa del 1333. Qui, come ricordato in due lettere (Familiares XIII 6; Seniles XVI 1), egli riesumò l'orazione di Cicerone Pro Archia poeta, fino ad allora sconosciuta alla comunità degli studiosi: per quanto ne sappiamo questa fu la prima fra le scoperte di testi classici da lui compiute, con le quali arricchì la sua biblioteca e indicò un modello di comportamento per i futuri umanisti.
È probabile che ad assistere Petrarca nella sua ricerca sia stato l'arcidiacono della cattedrale di Liegi, il bergamasco Matteo Longhi(1), un amico della giovinezza poi frequentato anche a Valchiusa; la lettera che gli scrisse nel 1371, dopo un silenzio di decenni, per ragguagliarlo delle proprie condizioni (Seniles XIII 8) è uno dei più efficaci autoritratti petrarcheschi.

(1) Violetta De Angelis, Petrarca, Stazio, Liegi, "Studi petrarcheschi", n. s., II (1985), pp. 53-84.

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