INVECTIVE CONTRA MEDICUM

Le Invective contra medicum sono uno scritto polemico contro un medico della curia papale (il cui nome Petrarca tace, come sempre fa con i suoi avversari, ed è rimasto ignoto). Esse non si limitano ad attaccare le pretese dei medici contemporanei di equiparare la loro professione a un'arte liberale, ma affermano la preminenza della poesia su tutte le altre attività dello spirito. La loro causa occasionale fu una malattia che afflisse Clemente VI nel 1352 e una lettera che Petrarca gli indirizzò per l'occasione (Familiares V 19) consigliandolo di non rivolgersi a molti medici, i cui pareri sarebbero entrati in contrasto fra loro, e di affidarsi a uno solo. Uno dei medici papali, piccato, attaccò Petrarca a due riprese e Petrarca rispose dapprima con il libro I e poi con gli altri tre libri delle Invective (composti probabilmente l'uno ad Avignone e gli altri a Valchiusa). L'opera ebbe inizialmente una diffusione limitata agli ambienti curiali; nel 1357 Petrarca ne inviò una copia a Giovanni Boccaccio e in seguito questi la trasmise a Barbato da Sulmona.
Le Invective rappresentano il momento più significativo della polemica petrarchesca contro i medici del suo tempo, all'interno della quale va ricordata anche una lettera a Boccaccio (Seniles V 3), che li raffigura apertamente come ciarlatani, e due a Giovanni Dondi (Seniles XII 1 e 2), ferme nell'argomentazione ma leggere nel tono.

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