titolo Ludovico Ariosto

Prose diverse

Nel 1875 Cesare Guasti, già editore dei cinque volumi dell’epistolario, raccolse sotto il titolo di Prose diverse tutti gli scritti tassiani in prosa esterni alle raccolte dei dialoghi e alle due prove teoriche dei I discorsi dell’arte poetica e dei Discorsi del poema eroico. Accanto al Giudicio sulla Conquistata, estremo punto di riflessione sull’epica, e ad alcuni interventi relativi alla polemica sorta intorno alla Liberata, nella raccolta si trovano prove molto diverse per impegno e ambizione, oltre che pertinenti a stagioni distanti della biografia tassiana. Si va dalle orazioni brevi, come quella pronunciata per la morte di Stefano Santini, sodale nell’Accademia degli Eterei, alle pubbliche letture tenute nell’Accademia Ferrarese sui componimenti di Della Casa e Giovan Battista Pigna; dai discorsi, maturati a margine di occasioni varie e intessuti sugli argomenti più disparati (sull’amore «vicendevole» tra padre e figlio, sulla gelosia, sulla virtù eroica, sulla virtù femminile, ecc.) a prove di maggior rilievo come la Risposta di Roma a Plutarco, o come il Trattato del Secretario, strutturato in due parti e per la prima volta a stampa nel 1587. Con quest’opera il Tasso tentava, senza scarti di autonomia e piuttosto nell’ambito di una precettistica che avrebbe conosciuto larga fortuna nei decenni a venire, di definire mansioni e limiti del ruolo del ‘secretario’ (a partire dall’uso delle proprie esclusive competenze retoriche entro la corrispondenza ufficiale), quasi a delineare una configurazione di possibile equilibrio nel rapporto sempre problematico tra il letterato e il principe, nelle corti di fine Cinquecento.


La fede battesimale dell’Ariosto, da M. Catalano, Vita di Ludovico Ariosto ricostruita su nuovi documenti, vol. I, Genève, L. Olschki, 1930-1931, p. 39

Frontespizio di un’edizione delle prose tassiane, la Lettera sui costumi maturata a margine del viaggio in Francia

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