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Onore
Categoria di derivazione aristotelica (‘Tale è l’onore, il quale è infatti il più grande dei beni esteriori’, Ethica nicomachea, IV, III 10), l’onore è ‘premio di virtù’ ed è una prerogativa del codice cavalleresco alla quale si uniformano gli eroi romanzeschi. E’ una categoria-guida del sistema culturale, civile e sociale di antico regime, spesso associata alla gloria. L’onore attraversa il romanzo cavalleresco prima e dopo Ariosto subendo una metamorfosi concettuale. In Ariosto i cavalieri come Astolfo, Orlando o Ruggiero cercano l’onore nelle loro avventure ma non sono motivati principalmente da questa virtù. Non esiste un valore fondante dell’onore dietro l’iniziativa dei paladini ariosteschi, che rispettano profondamente questa virtù cavalleresca senza tuttavia rappresentarla come una ‘virtù di civiltà’. La motivazione che anima i cavalieri è infatti l’amore, il vero motore della vicenda erratica degli eroi del Furioso. Ed è l’amore che incarna tutte le minacce alla dignità del cavaliere. Il cavaliere ariostesco, nella sua dimensione eroica, agisce in funzione dell’onore per acquistare un premio di fama adeguato alla sua forza fisica, al suo prestigio di paladino e alla sua fede, ma è continuamente ostacolato al mantenimento di questa virtù cavalleresca da alcuni elementi esterni imprevedibili come la minaccia dell’amore, la minaccia della follia, le continue deviazioni, gli inganni, le simulazioni, la frantumazione stessa delle vicende eroiche.
 
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