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La Genealogia di casa Gonzaga
Poemetto di 119 ottave, la Genealogia di casa Gonzaga è un esemplare componimento encomiastico del Tasso tardo, maturato in occasione del secondo soggiorno alla corte di Vincenzo Gonzaga, del quale fu ospite per diversi mesi nel 1591. Dopo aver intestato la Liberata alla dinastia estense, e dopo aver ricordato con un’orazione la «Serenissima casa dei Medici», il Tasso provvide a mettere in versi le glorie dei Gonzaga, costruendo solenni ottave celebrative; l’invocazione, in principio, suona altissima: Sante Muse Immortali e Sacre menti (edizione a cura di M. Pieri, Parma, Zara, 1988). La stretta prossimità con la fonte storica di cui il Tasso si servì (un volume di Cesare Campana sulle glorie mantovane) chiarisce come si trattasse di esercizio dovuto, poesia cui il Tasso adibiva un mestiere poetico ormai consolidato. Sintomatico che il componimento sia rimasto inedito, stampato solo alla meta del ’600 da Marcantonio Foppa.
 
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