titolo Ludovico Ariosto

Bologna

Dopo un primo breve passaggio a Bologna durante il viaggio per Milano (la trovò “quietissima, allegrissima, ospitalissima”: lettera al padre, 22 luglio 1825), Leopardi vi si stabilì per più di un anno, tra la fine del settembre 1825 e il novembre 1826 (vi sostò poi ancora tra l’aprile e il giugno ’27). Leopardi apprezzò il soggiorno in città, anche se la mancanza di ordine pubblico gli causò a volte “un tantin di paura”:

Qui si fa continuamente un ammazzare che consola: l’altra sera furono ammazzate quattro persone in diversi punti della città. Il governo non se ne dà per inteso. Io finalmente sono entrato in un tantin di paura; ho cominciato ad andar con riguardo la notte, e ho cura di portar sempre denaro addosso, perché l’usanza è, che se non vi trovano denaro, vi ammazzano senza complimenti. (Lettera a Paolina, 23 giugno 1826).

A Bologna Leopardi stabilisce amicizie importanti, come quella con Carlo Pepoli; e prosegue l’attività editoriale iniziata a Milano per Stella, lavorando al commento a Petrarca e traducendo il Manuale di Epitteto.

L’evento pubblico per lui più significativo è l’adunanza dell’Accademia dei Felsinei del 28 marzo 1826, durante la quale recita l’Epistola al conte Carlo Pepoli. Il 4 aprile ne scrive a Carlo: “la sera del Lunedì di Pasqua recitai al Casino nell’Accademia dei Felsinei, in presenza del Legato e del fiore della nobiltà bolognese, maschi e femmine ... Mi dicono che i miei versi facessero molto effetto, e che tutti, donne e uomini, li vogliono leggere” (da alcune testimonianze pare invece che l’entusiasmo del “fiore della nobiltà bolognese” non fosse tanto vivo, o almeno non quanto lo immaginava Leopardi).

Soprattutto, a Bologna nel 1826 Leopardi pubblica presso la Stamperia delle Muse i Versi, nei quali riunisce testi non raccolti nel volume delle Canzoni del 1824: sei Idilli, due Elegie, i Sonetti di ser Pecora, l’Epistola al Pepoli, e i volgarizzamenti della Guerra dei topi e delle rane e della Satira di Simonide sopra le donne.


La fede battesimale dell’Ariosto, da M. Catalano, Vita di Ludovico Ariosto ricostruita su nuovi documenti, vol. I, Genève, L. Olschki, 1930-1931, p. 39

Abitazione di Leopardi, Bologna, via del Corso. Fonte: Album Leopardi, con un saggio biografico e il commento alle immagini di Rolando Damiani, Ricerca iconografica di Eileen Romano, Mondadori, Milano 1993.

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