Versi giovanili (1795-1799)
Sotto il titolo di Versi giovanili sono compresi alcuni componimenti di generi diversi scritti tra il soggiorno a Venezia e la fine del triennio repubblicano che mostrano un’evoluzione rispetto all’argomento amoroso che dominava incontrastato la raccolta Naranzi e un’apertura a motivi familiari, politici, esistenziali, autobiografici.
L’ode La campagna è dedicata a Aurelio de’ Giorgi Bertola, poeta della “natura”, in cui Foscolo si definisce un “poeta giovane” che segue “il genio, che l’ispira”. Toni autobiografici ritornano anche nella sezione di versi In morte del padre, composta sette anni dopo la morte del genitore e dedicata alla madre: emergono motivi che avranno sviluppi importanti nella poesia di Foscolo come le rimembranze, il sepolcro, il dolore della separazione.
Ma l’attualità ormai invitava a pronunciamenti politici sempre più espliciti. Nell’ode A Dante (1795-6) ritornail motivo della giovinezza e del genio poetico, ma il tributo a Dante, considerato un poeta-vate, si conclude con un vibrante accenno all’attualità politica e un polemico riferimento, di timbro alfieriano, “a que’ mostri / che tumidi d’orgoglio / siedono ingiusti in soglio” .
Di argomento politico è anche Il mio tempo, pubblicato nel “Mercurio d’Italia” del secondo semestre del 1796, in cui l’ispirazione biblica e il motivo occasionale di una monacazione nulla tolgono all’impeto polemico del testo che vuole essere un monito ai governanti scritto in un momento in cui le truppe di Bonaparte erano già giunte in Italia.
Infine, di una certa importanza sono i versi sciolti Al Sole, pubblicati nell’ “Anno poetico” del 1797, in cui il motivo classico del ritorno del sole dopo la tempesta costituisce una visione allegorica dai toni apocalittici e pessimisti, intessuti di immagini di morte e di distruzione.

