Scritti sulla lingua italiana
Foscolo interviene sul problema della lingua italiana con importanti considerazioni teoriche, contenute anche nelle lezioni tenute a Pavia, e costruisce inoltre, attraverso i numerosi interventi composti in occasione di traduzioni, commenti, discorsi vari, un catalogo di minute osservazioni su aspetti specifici della lingua italiana. Il nucleo di interventi più cospicuo risale al periodo inglese, quando tra il maggio e il giugno del 1823, lo scrittore tenne quattordici lezioni sulla lingua italiana ad ascoltatori paganti. Il testo delle prime quattro lezioni comprendenti il discorso introduttivo Principles of Poetical Criticism as Applicable, more Especiallyto Italian Literature, la seconda lezione Origin and Vicissitudes of the Italian Language e due Epoche relative agli anni 1180-1280, fu pubblicato nella “European Review” nel luglio del 1824, mentre sono rimaste solo delle parti dei rimanenti discorsi. Riflessioni sulla lingua sono contenute anche nell’Epistolario e nel Discorso storico sul testo del Decameron.
L’interesse di Foscolo è rivolto soprattutto alla dimensione storica della lingua, uno degli elementi costitutivi dell’identità di una nazione: "La storia de’ popoli non può conoscersi se non per mezzo della loro lingua, né lingua veruna si lascia mai rintracciare se non per mezzo della Storia" (Epoche della lingua italiana, EN, XI, 1, p. 134). Nelle Epoche della lingua italiana, il critico parte dalle origini, e pur considerando esclusivamente la lingua letteraria, solleva il problema dello scollamento tra la lingua nazionale, scritta e letteraria, e la società civile, che usava solo il dialetto per comunicare. Fedele a questa concezione fortemente identitaria della lingua e ostile a ogni eccesso normativo, egli approda, all’interno del dibattito contemporaneo, a una posizione moderata, coincidente con quella dei “classicisti” e prende le distanze sia dai “neologisti” che accettavano parole straniere e rinnegavano la storia nazionale, sia dai puristi che rifiutavano le innovazioni dell’epoca contemporanea e prediligevano forme del passato. Foscolo era d’altronde perfettamente consapevole del fatto che senza l’unità politica del paese il problema della lingua non avrebbe trovato soluzioni adeguate.

