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Letture in Accademia
Al servizio del cardinale Luigi d’Este ma più generalmente nell’ambito della corte estense, ricca di figure di letterati e poeti, il Tasso si andava acquistando una crescente considerazione: alla fine del 1567 gli venne affidata l’orazione inaugurale dell’Accademia Ferrarese ed entro quello stesso contesto, nei mesi successivi e comunque entro la fine del decennio, vanno inserite lezioni dedicate ad un sonetto di monsignor Della Casa e a tre canzoni di Giovan Battista Pigna: in entrambi i casi i due esempi di lirica cinquecentesca, pure ben diversi, erano confrontati con il paradigma dei Fragmenta di Petrarca, con interessanti approfondimenti per quanto riguardava direttamente la pratica della lirica tassiana. Altre furono le occasioni di pubblico impegno negli anni successivi: nel gennaio del 1570, ad esempio, il Tasso difese cinquanta conclusioni amorose, definizioni e massime sull’amore, ispirate dal filosofo Antonio Montecatini, che vennero pubblicamente discusse in occasione delle nozze tra Francesco Maria della Rovere e Lucrezia d’Este. Malgrado la lingua «balba» e capacità oratorie non eccezionali, il Tasso brillava dunque alla corte del duca Alfonso II, il quale qualche anno dopo, nel gennaio del 1574, per consolidarne posizione ed entrate, gli affidò un incarico di insegnamento, la cattedra di geometria presso lo Studio di Ferrara.
 
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