Conte di Novilara
In occasione delle feste di carnevale del 1513 Castiglione allestisce nel palazzo ducale di Urbino una splendida rappresentazione della Calandria, la commedia dell’amico Bernardo Dovizi da Bibbiena. La messa in scena è descritta da Baldssarre in una appassionata e dettagliatissima lettera, indirizzata a Ludovico di Canossa, che costituisce la prova eloquente della sua effettiva passione per il teatro.
Morto il pontefice Giulio II il 21 febbraio, egli viene inviato a Roma per seguire da vicino, oltre che le cerimonie funebri a onore del defunto, il conclave, che termina con l’elezione del cardinale Giovanni de’ Medici, papa Leone X.
A luglio viene pubblicata a stampa a Fossombrone, presso Ottaviano Petrucci, la lettera a Enrico VII De vita et gestis Guidubaldi Urbini ducis, che Baldassarre ha scritto qualche anno prima, in occasione della morte del duca. L’edizione è il frutto di una manovra insieme privata, dell’autore, e pubblica, della corte urbinate. In un momento difficile per le sorti dello stato, quando vengono alla luce le mire di Leone X per contestare la successione di Francesco Maria, la pubblicazione obbedisce a una strategia di autodifesa, imperniata su tre punti: ricordare i titoli legittimi del duca regnante quale erede di Guidubaldo, per investitura di Giulio II; ribadire l’alleanza tra le corti di Urbino e Londra; mettere in guardia Leone X circa le conseguenze di una mossa che avrebbe creato, a livello italiano ed europeo, una situazione di squilibrio e pericolo.
La strategia produce l’effetto desiderato. E il 2 settembre di quell’anno, per le proprie benemerenze culturali, diplomatiche e militari, Castiglione ottiene in premio dal duca Francesco Maria, con successiva sanzione pontificia, il feudo ducale ed ecclesiastico del principesco castello di Novilara, presso Pesaro, con annesso il titolo di conte.

