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percorso biografico   Home Page > Percorso biografico > 1285-1294 > I francescani di Santa Croce e i domenicani di Santa Maria Novella

I francescani di Santa Croce e i domenicani di Santa Maria Novella

fotografia In Conv., II 12 7, Dante, nel momento in cui, dopo la morte di Beatrice, prende ad occuparsi, tra il 1291 e il 1294-’95, di filosofia, dichiara di essersi recato “là dov’ella si dimostrava veracemente, cioè ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti”. Queste scuole sono state tradizionalmente identificate in alcuni importanti studia legati a ordini religiosi attivi a Firenze negli ultimi decenni del XIII secolo, quello domenicano presso il convento di Santa Maria Novella, quello francescano di Santa Croce e quello agostiniano di Santo Spirito. Se scarsissima è la documentazione su quest’ultimo, maggiori informazioni si hanno relativamente ai primi, i cui corsi erano aperti anche ai laici e che, sia pure senza regolarità, è verosimile che Dante abbia frequentato negli anni del suo apprendistato dottrinale. Il convento di Santa Maria Novella era in realtà uno studium in theologia, dominato dalla tradizione filosofico-razionale incentrata sulle dottrine aristotelico-tomistiche, in cui fu forte l’impronta lasciata da un maestro autorevole, come Remigio de’ Girolami, i cui scritti mostrano indiscutibili convergenze con alcune tematiche affrontate anche dal Dante maturo, soprattutto nella Monarchia, senza che però sia possibile, allo stato attuale delle conoscenze, stabilire rapporti diretti. Gli insegnamenti impartiti a Santa Croce furono invece fortemente suggestionati dalle epistemologie simbolico-esegetiche (per le quali il primato non va assegnato ai sistemi logici dell’aristotelismo, ma piuttosto all’autorità della Bibbia) e dal francescanesimo più rigoroso, che trovò il suo più prestigioso interprete in Pietro di Giovanni Olivi, autore di una celebre Lectura super Apocalypsim. Se è da scartare l’ipotesi, pure avanzata, che il giovane Dante avesse potuto frequentare le lezioni dell’Olivi, andrà però attentamente valutata la possibile conoscenza dantesca delle opere del maestro francescano.

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